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L MOTORE DI RICERCA ECOLOGICO

5 Giugno 2007


giovedì 31 maggio 2007
Presentato un motore di ricerca con ridotto impatto ambientale
Si chiama “Blackle” e rappresenta in pratica una versione ecologica del motore di ricerca google. La differenza principale sta nell’aspetto con cui si presenza ai navigatori: la pagina è composta da uno sfondo completamente nero.

L’idea nasce come una risposta alla provocazione lanciata dal blog ecoiron, con la quale si spiegava che se la pagina di ricerca di google fosse stata nera anziché bianca, in un anno sarebbe stato possibile risparmiare qualcosa come 750.000 megawatt/h.
Questo semplicemente perchè un monitor consuma mediamente di più per visualizzare una schermata bianca (quale la versione tradizionale di google) rispetto a un’equivalente schermata in versione nera (come spiegato dal sito microtech).
Considerato l’elevato accesso al motore di ricerca a livello mondiale (ogni giorno il motore di ricerca risponde a 200 milioni di richieste, calcolando un tempo medio di visualizzazione di 10 secondi si arriva a stimare in 550mila ore ogni giorno la permanenza sull’home page di Google sugli schermi degli utenti[1]), si può comprendere che effettivamente sarebbe possibile conseguire un risparmio energetico complessivamente rilevante.
Fanatismo, esagerazione, provocazione?
Forse. Fatto sta che Heapmedia, società australiana fondata nel 2005, ha presentato Blackle, un’alternativa “nera” al più famoso e candido Google.
Blackle in realtà non è un concorrente di google, in quanto utilizza il motore di ricerca americano come strumento di ricerca, ma non è al momento di proprietà di Google.
È interessante sottolineare come a uno stimolo dell’opinione pubblica, vista mancata risposta dell’azienda coinvolta abbia sopperito una società estranea, che ha compreso come alcuni soggetti avrebbero potuto accogliere positivamente un motore di ricerca a basso impatto ambientale, magari preferendolo al classico Google, senza per questo dover rinunciare alla qualità della ricerca.
In tutto questo, Google probabilmente sta a guardare, ben lieta di avere un ulteriore sito da cui è possibile fare ricerche attraverso Google, e probabilmente curiosa di vedere se e quanto il nuovo motore si diffonderà tra gli utilizzatori di internet, ora che i navigatori con una coscienza verde possono permettersi di scegliere: Blackle infatti può anche rappresentare un indicatore di quanto, a parità di servizio erogato, gli utenti preferiscano una scelta “ecologica” o meno.
Tratto da greenplanet.net

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