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Archivio Giugno 2007

Stella è il mio ferocissimo cane da guardia

23 Giugno 2007 1 commento

Considerati i buoni risultati conseguiti in passato (pochi giorni fa) con l?involo di un piccolo, la signora Merla ha deciso di continuare la sua missione riproduttiva deponendo altre quattro uova nel nido già bello e pronto. In sua assenza Stella, il mio ferocissimo cane da guardia, controlla che nessuno disturbi il nido. ? ?

Riferimenti: Tipica espressione del cane da guardia

Primo volo di Parus major

17 Giugno 2007 Commenti chiusi


Per tutto il giorno ho sentito le cianciallegre richiamare i piccoli con tipici sottili sibillii, nel pomeriggio però ho visto gli adulti arrivare alla cassetta nido con l’imbeccata, per cui ho pensato di essermi sbagliato, di aver sentito male, invece prima della sera anche l’ultimo rimasto ha spiccato il suo primo volo. Non è che abbia scelto l’orario migliore e neanche il posto adatto per fermarsi, sopra un doppia finestra aperta. In compenso mi ha regalato una bella foto, poi si è fatto rimettere tranquillamente nella sua cassetta nido. Il volo è rimandato a domani.
Bona fortuna.
Riferimenti: Parus major

Airone in preghiera

17 Giugno 2007 Commenti chiusi

Quando finisce il cammino
terreno inizia il volo
verso Dio.

Andrea, Raffaele, Sandro, Vanni.

Piazza S.Rocco – Gorino Sullan -
Delta del Po – Rovigo -

Riferimenti: Airone in preghiera

Night Heron

15 Giugno 2007 Commenti chiusi


L’Airone della notte, così come la chiamano gli inglesi è la nostra italiana Nitticora (Nycticorax Nycticorax – corvo della notte -)specie migratrice e nidificante nel Delta del Po è anche svernante con un centinaio di individui circa. E’ un airone con abitiduni notturne, caccia prevalentemente di notte, si riunisce in garzaie con altre specie quali la Garzetta e la Sgarza ciuffetto. Questo cappello semplicemente per spiegare la foto in questione scattata dal sottoscritto con la tecnica del digiscoping (digitale + cannocchiale) tecnica che mi prende veramente molto bene e che dopo molti sforzi mi sta regalando alcune soddisfazioni anche grazie all’adattatore che mi sono recentemente comperato con una modica cifra. La foto è a disposizione di tutti, soprattutto per scopi didattici, se la usate ricordatevi di me, Nicola Donà, che ci ho perso un mezzo pomeriggio per realizzarla, se ve ne dimenticate va bene lo stesso … io ci credo, come tanti altri. Un saluto a tutti gli amanti del birdwatching.
Riferimenti: Nycticorax Nycticorax Ph. N.Donà

Raccolta differenziata,

13 Giugno 2007 Commenti chiusi


si potrebbe pensare a rifiuti lasciati in un posto differente dal solito, ma il significato non è proprio questo.
Lascio a voi, ai pochi lettori che frequentano il mio blog, le considerazioni della foto che allego.
Dico semplicemente che la raccolta differenziata nel comune di Porto Viro (RO) è partita da soli tre giorni, spero che i cittadini del Comune e delle frazioni di Porto Viro siano stati bene informati su come da tre giorni fa, in avanti, andranno smaltiti i rifiuti, considerato che i vecchi cassonetti sono stati eliminati, e nel luogo dove ho scattato la foto ce n?era uno. Giusto per la cronaca si tratta del Km 4 della Strada Provinciale 37 in località Cà Cappellino, purtroppo, proprio davanti al Centro di Apicoltura da poco inserito nel sistema museale della provincia di Rovigo.
Vivere in un ambiente sano e pulito, godere della vista di un ambiente armonico e piacevole è un DIRITTO di TUTTI, mantenerlo tale è un DOVERE di TUTTI.
… … Forse era meglio se andavo a farmi una birra dalla Sabri … …

Riferimenti: Scoasse

Che gioia !

12 Giugno 2007 3 commenti


Una coppia di merli ha costruito il nido a tre metri dall’uscio di casa su un gelsomino che ho fatto arrampicare su una trave portante del portico. Il bello è che me ne sono accorto solo ora che è nato il primo pulcino (considerato che la cosa dovrebbe andare avanti da circa un mesetto) causa il continuo andarivieni dei genitori che lo nutrono. Ma quanto mangia un piccolo di merlo? Li vedo cercare vermi nel prato a pochi metri dal nido e ne trovano parecchi, sono sicuro che se ci provo io non ne trovo neanche mezzo. La cosa buffa e poi, che il sito scelto dai merli per nidificare, è proprio sopra al posto dove in genere si stende Stella, un alano di 60 chili, che vigila l’uscio di casa e gli andamenti interni, mi sa che è perchè il gatto gira sempre alla larga da questi paraggi anche se Stella ne è completamente indifferente, ma si sà i gatti sono sempre diffidenti, meglio così. Le cinciallegre, invece, ormai al loro quarto anno di nidificazione in cassetta nido, stanno portando a termine anche la seconda covata che come la precedente è composta da cinque piccoli, su un salice ha nidificato anche una coppia di tortore (queste all’alba rompono un pò i maroni ma si può sopportare). C’è anche un saltimpalo che gira spesso in giardino e ho avuto anche l’occasione di vederlo con l’imbeccata, chissà dove avrà il nido. Dopo anni di cura e studio di birdgarden, finalmente anche il mio inizia a funzionare. Anche la budleia e la lavanda stanno dando i loro risultati,la splendida fioritura di entrambe unita a quella del gelsomino, attira diverse e numerose specie di farfalle, una vera goduria.
… Sempre più spesso mi capita di sentirmi più simile agli animali piuttosto che all’uomo…
Riferimenti: Fame

Esplosioni demografiche.

8 Giugno 2007 Commenti chiusi


L? Himantopus himantopus, (Cavaliere d?Italia) nidifica nelle lagune dell?Alto Adriatico, nelle zone umide dell?Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Sicilia, Puglia e nelle risaie del Piemonte e della Lombardia. La popolazione nidificante in Italia viene stimata tra 3.100 e 3.900 coppie circa, per il 1995 ? 1999. In provincia di Rovigo arriva nel mese di marzo, nidifica e sosta fino a settembre ? ottobre. La riproduzione avviene nei mesi di maggio e giugno con modeste variazioni temporali dovute alle condizioni climatiche ed allo status dei singoli individui. La nidificazione è stata osservata in diversi aree ricadenti soprattutto lungo il corso del Po, nel Delta e in maniera minore lungo il Canal Bianco. Quasi tutte le valli del Delta del Po sono interessate dalla riproduzione del Cavaliere d?Italia. Quelle con le popolazioni più elevate sono risultate: Vale Sagreda (15 coppie), Sacchetta (40 c.), Bagliona (15 c.), Cà Zuliani (12 c.). Le vasche dello zuccherificio di Contarina (Porto Viro) costituiscono un ambiente particolarmente frequentato (20 coppie).Almeno fino alla fine del XIX secolo era considerata come specie rara e non nidificante. Complessivamente la popolazione nidificante in provincia di Rovigo non dovrebbe superare le 200 coppie.
Tratto da ?Atlante degli Uccelli nidificanti in provincia di Rovigo? ? Provincia di Rovigo -.

Leggendo e rivedendo questi dati resto stupito dall?esplosione demografica che questa specie ha avuto ultimamente nel Delta del Po contando recentemente in una risaia adiacente l?Oasi di Cà Mello (Porto Tolle ? RO – ) 14 nidi, altri 3 in Valle Veniera e 25 individui più tre pulcini nelle vasche dello zuccherificio di Porto Viro, altri 6 individui nella laguna del Barbamarco in località Boccasette Lido, un?altra coppia nella Golena di Cà Pisani, una coppia anche nei pressi di Volta Grimana (Porto Viro).

protezione esistente:
- a livello U.E. ?
Specie inserita in allegato 1 della Direttiva CEE 79/409 del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
- a livello internazionale -
Specie inserita in Allegato 2 (inerente le specie faunistiche rigorosamente protette) della “Convenzione sulla conservazione della vita selvatica dell?ambiente naturale in Europa”, adottata a Berna il 19 settembre 1979.
Specie inserita in Allegato 1 (inerente le specie minacciate) della “Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica”, adottata a Bonn il 23 giugno 1979.
- a livello nazionale -
Specie specificatamente protetta dall?art. 2 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 ?Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio?.

Riferimenti: Ph. N.Donà

USA, UNO STUDENTE RIBATTEZZATO "CARNE INSOLITA"

5 Giugno 2007 1 commento


Michael assaggia di tutto per conoscere meglio il mondo
In una sua famosa battuta Woody Allen dice: «Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato né ferito, morto». Chissà cosa direbbe Allen se un giorno si imbattesse in Michael «carne strana» il palato più folle e audace di tutto il pianeta. Michael è uno studente californiano, una faccia simpatica, da ragazzo della porta accanto, il classico tipo che prima o poi tua figlia ti porterà in casa.

È uno studente modello, un vegano convinto, acne e spinelli nella norma. Finché una sera un compagno di campus, un vietnamita, non lo invita a cena. Michael ci arriva allegro; un po’ di fumo, qualche birra, poi si siede a tavola. Tutto squisito; la cura con cui hanno apparecchiato la tavola, ciotoline di porcellana che effondono vapori celestiali, il vino di riso che scorre copioso, le onnipresenti decorazioni nei piatti – verdure intagliate come fiori o ventagli di una leggiadria commovente. Michael ha come la sensazione di fluttuare in paradiso. Poi il padre del suo amico pone al centro della tavola un grande wok in cui sfrigola uno spezzatino di carne dall’aspetto invitante. Michael, in quanto ospite, ha la precedenza su tutti; il primo boccone lo fa esultare di gioia. Speziato ad arte, tenero, ineguagliabile. E dire che fino a qualche secondo prima Michael era un irriducibile vegano.

«Grandioso», esclama Michael, «non pensavo che il manzo fosse così buono». «Non è manzo, Michael», gli ribatte il compagno, «È spezzatino di cane!». Che in California è vietata, ricorda Michael, ma a Los Angeles ci sono tanti di quegli immigrati che non rinuncerebbero mai alle loro tradizioni neppure se gli spezzatini di cane fossero puniti con la sedia elettrica. Da allora, l’ex vegano decide di mettere il suo palato al servizio della scienza e di girare il mondo cercando di capire perché i modi di alimentarsi del genere umano sono così diversi, cercando di spiegare perché determinate preferenze e determinati ostracismi si manifestino in una cultura e non in un’altra.

L’antropologo francese Soler sosteneva: «Se si vogliono spiegare preferenze e avversioni relative al cibo, la spiegazione non deve essere cercata nella qualità delle derrate alimentari, bensì, nelle strutture mentali di un popolo». Così, da un paio d’anni, il nostro è anche l’autore di uno dei blog più estremi, bizzarri ed inquietanti di tutto il web. Qualcuno potrebbe trovarlo persino repellente. Il suo nome? «Weird meat», ovvero carne insolita. Curiosando nel suo sito scoprirete che Michael ha assaggiato di tutto: zuppa di sangue d’anatra, gonadi, testicoli e peni di ogni ruminante terrestre, ragni in Cambogia, zuppe di serpente in Cina, cavallette, scarafaggi; all’appello mancano forse soltanto i cervelli di scimmia. In compenso ci sono i topi.

In questi anni di bizzarro nomadismo alimentare, Michael si è avvicinato molto alle teorie dell’antropologo Marvin Harris e ancor di più a quelle dei suoi guru: Jeffrey Steingarten, Stewart Lee Allen, Peter Menzel, Jerry Hopkins. Tutti accomunati dalla stessa domanda: l’uomo che cos’è? Un onnivoro? Se è un onnivoro allora può mangiare e digerire di tutto, dalle secrezioni irrancidite delle ghiandole mammarie ai miceti alle rocce; ossia formaggio, funghi e sale, se preferite gli eufemismi. Pochissime le derrate che evita perché biologicamente inadatte a esser mangiate dalla nostra specie. Per esempio, l’intestino umano non ce la fa a venire a capo di consistenti quantità di cellulosa. Ecco perché le diete umane non contemplano legname, fili d’erba e foglie, ad eccezione del midollo e dei germogli come nel caso del cuore della palma e del bambù.

Tratto da greenplanet.net

Riferimenti: weird meat

UN TUMORE IN CAMBIO DEL PIZZICO DI UNA ZANZARA

5 Giugno 2007 Commenti chiusi



Cala un altro velo grazie alle notizie divulgate da “L’Espresso”
Con l’articolo di copertina de l’Espresso “SOS CANCRO” “Gli italiani colpiti dai tumori crescono a ritmi vertiginosi. E ora si ammalano anche i bambini” veniamo ad apprendere ufficialmente quello che era sotto gli occhi di tutti, con un pugno nello stomaco in più: i tumori dei bambini sono aumentati in venti anni del 23% (leucemie), del 49% (sistema nervoso centrale) e del 72% (neuroblastomi). Il tutto dovuto all’aumento dell’inquinamento chimico.

Eppure nessuno scienziato o cittadino di buon senso è riuscito fino ad oggi a fermare l’azione di quei Comuni italiani le cui amministrazioni continuano ad irrorare allegramente con sostanze chimiche tossiche e spesso cancerogene le nostre teste, le nostre case, i nostri terrazzi, con il pretesto della “lotta alla zanzara tigre”.
Alcune sostanze irrorate fino all’anno scorso (ma proibite in altri stati europei) sono state solo quest’anno vietate anche da noi… ma sappiamo che si devono sempre “esaurire le scorte”.

Il controllo di pesticidi ed insetticidi obbligatorio in campagna non esiste nelle città… e poiché le malattie (non solo tumori: le sostanze impiegate sono causa di malattie neurodegenerative, di disturbi del sistema endocrino e riproduttivo, e di patologie di vario genere come allergie, asma, ecc) si verificano anni dopo l’esposizione, la prova non esiste se non si fanno studi appositi. Le nubi di insetticidi continuano ad essere sparate ancora dalle pompe, in giro sui furgoncini per tutte le città. Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella a chiunque sia a conoscenza di una disinfestazione aerea in atto o programmata contro la zanzara (lotta adulticida, che colpisce la zanzara adulta e di conseguenza non fa niente, al contrario la rinforza) di dissuadere chi la esegue, minacciando azioni legali.

Per quanto riguarda invece la lotta larvicida, unica efficace (fatta generalmente nei tombini) essa è accettabile, purché vengano usate sostanze innocue (che non avvelenino le falde acquifere).
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella alle Istituzioni perché approntino al più presto delle leggi per regolamentare queste pratiche di lotta contro tutti gli infestanti, che anticipino il Regolamento Europeo REACH, e perché facciano in modo che gli interessi di mercato, almeno in questo settore tanto circoscritto, non vadano a ledere direttamente la salute nostra e dei nostri bambini. Per maggiori informazioni su questo tema consultare il sito www.infozanzare.info http://www.infozanzare.info e in particolare le conclusioni del Convegno “Zanzare e altro…in Italia” che Equivita, insieme al WWF Lazio e ad altre associazioni ha organizzato su questo tema al CNR di Roma il 14 di questo mese.

Vi potrete trovare indicazioni importanti sui metodi di lotta naturali alle zanzare, quelli che tutti dovrebbero adottare, se necessario (ma le zanzare sono assai meno fastidiose di prima, perché ci siamo assuefatti alle loro punture).
Tratto da greenplanet.net
Riferimenti: Inquinamento chimico

L MOTORE DI RICERCA ECOLOGICO

5 Giugno 2007 Commenti chiusi


giovedì 31 maggio 2007
Presentato un motore di ricerca con ridotto impatto ambientale
Si chiama “Blackle” e rappresenta in pratica una versione ecologica del motore di ricerca google. La differenza principale sta nell’aspetto con cui si presenza ai navigatori: la pagina è composta da uno sfondo completamente nero.

L’idea nasce come una risposta alla provocazione lanciata dal blog ecoiron, con la quale si spiegava che se la pagina di ricerca di google fosse stata nera anziché bianca, in un anno sarebbe stato possibile risparmiare qualcosa come 750.000 megawatt/h.
Questo semplicemente perchè un monitor consuma mediamente di più per visualizzare una schermata bianca (quale la versione tradizionale di google) rispetto a un’equivalente schermata in versione nera (come spiegato dal sito microtech).
Considerato l’elevato accesso al motore di ricerca a livello mondiale (ogni giorno il motore di ricerca risponde a 200 milioni di richieste, calcolando un tempo medio di visualizzazione di 10 secondi si arriva a stimare in 550mila ore ogni giorno la permanenza sull’home page di Google sugli schermi degli utenti[1]), si può comprendere che effettivamente sarebbe possibile conseguire un risparmio energetico complessivamente rilevante.
Fanatismo, esagerazione, provocazione?
Forse. Fatto sta che Heapmedia, società australiana fondata nel 2005, ha presentato Blackle, un’alternativa “nera” al più famoso e candido Google.
Blackle in realtà non è un concorrente di google, in quanto utilizza il motore di ricerca americano come strumento di ricerca, ma non è al momento di proprietà di Google.
È interessante sottolineare come a uno stimolo dell’opinione pubblica, vista mancata risposta dell’azienda coinvolta abbia sopperito una società estranea, che ha compreso come alcuni soggetti avrebbero potuto accogliere positivamente un motore di ricerca a basso impatto ambientale, magari preferendolo al classico Google, senza per questo dover rinunciare alla qualità della ricerca.
In tutto questo, Google probabilmente sta a guardare, ben lieta di avere un ulteriore sito da cui è possibile fare ricerche attraverso Google, e probabilmente curiosa di vedere se e quanto il nuovo motore si diffonderà tra gli utilizzatori di internet, ora che i navigatori con una coscienza verde possono permettersi di scegliere: Blackle infatti può anche rappresentare un indicatore di quanto, a parità di servizio erogato, gli utenti preferiscano una scelta “ecologica” o meno.
Tratto da greenplanet.net