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Archivio Marzo 2007

Cinema, Delta e Osei.

27 Marzo 2007 2 commenti


Prossimamente sul grande schermo.
Nei mesi scorsi ho lavorato nel cinema, in ben due film, nel primo sono stato sul set del film di Carlo Mazzacurati, interamente girato nel Delta del Po, dal titolo provvisorio ?La giusta distanza?, nel secondo sul set di Fabrizio Bentivoglio nel film dal titolo ?Lascia perdere Jonny ? che con il Delta non ha niente a che fare, ma che per una settimana ha invaso la bellissima piazza di Crespino e che come quartier generale ha mantenuto, come il precedente, Taglio di Po. Il Delta però prende bene, tanto che nei prossimi giorni verrà girato nelle vicinanze di Taglio di Po (la località è segreta, ma io la so!) un terzo film che vede come attrice quella gran gnocca della Belucci. Nel set non ho fatto l?attore e nemmeno la comparsa, ho fatto il runner, il corridore, in poche parole un gran culo a correre avanti e indietro a portare la troupe, attori e attrici e procurare qualsiasi cosa di cui ci fosse bisogno (e non). In ogni caso, è stata una bella e nuova esperienza, anche umana, e naturalmente ho fatto nuove e interessanti amicizie.
E? ovvio che di Delta e osei ho riempito la testa a tutti, e tra i tanti contatti mantenuti con alcuni della troupe mi sento con l?amico Daniel Rizzoni eccellente fotografo, anche lui amante della natura e delle cose semplici.

Mi scrive Daniel:
Ciao Nicola,
ti scrivo per salutarti e mandarti delle foto di un rampichino che ha invaso
una delle mie aplique fuori nel “patio”, ho dovuto svitare la lampadina,
altrimenti quando inizierà a covare ?se arrostiva? (Daniel è argentino), va come un matto avanti e indietro a riempire l’aplique di muschietto che prende dal muretto a secco del mio giardino, nel frattempo la solita cinciallegra ha cominciato a riempire la cassetta della posta , quando avrà finito ti mando le foto.

Amicizia e osei a volte hanno un comun denominatore: sono perseveranti, non hanno limiti e non hanno confini.
Ciao Daniel.

Riferimenti: Lavori in corso

Casualità o lungimiranza?

19 Marzo 2007 2 commenti


Quattro miei post, di cui 2 petizioni, una lamentela e una confessione, sono andati a segno, casualità o lungimarinza ? mah!
Le due petizioni riguardano, una la richiesta al governo di incentivare l?uso di combustibili per auto di origine vegetale, l?altra l?abolizione della tassa sulla ricarica telefonica, entrambi sono divenute decreto legge.
Il terzo post riguarda il suppostone o similmissile posto nella rotatoria tra Loreo, Porto Viro e Rosolina ne parlavo in termini molto dispregiativi, ebbene si! è stato modificato, gli hanno tolto il cappello da Pinocchio, ora fa meno schifo. A presto una foto.
La confessione riguardava la mia fede interista, vuoi per una cosa vuoi per un?altra siamo primi in classifica, ALE?!
Ora, incrociando le dita, posto di Adria e della cartellonistica del Parco del Delta del Po.
Il comune di Adria, è uno dei nove comuni del Parco, e purchè si dica, è stato il primo comune a dotarsi di cartellonistica del parco. Ad Adria la vediamo posta in siti al servizio del turista, in una sosta camper e in un attracco fluviale sul Canal Bianco, entrambi nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco. Per divagare, ricordo un simpatico congresso del 2006 tenutosi ad Adria (veramente saria* ? IN Adria cosi come: I live IN London, IN Roma, In Parigi, IN New York, I live in Adria) oggetto, la presentazione del progetto turistico della ? Via Annia?. Di ciò, in particolar modo ricordo l?intervento dell?ex commissario del Parco del Delta del Po Veneto, Luigi Migliorini, che oltre a demolire e criticare l?opera di Dimer Manzolli, precedente presidente del Parco (guarda caso l?unico che ha attivato e in parte concluso progetti e benefici per il Delta del Po), diceva che i finanziamenti ottenuti (grazie a Manzolli NDR) per costruire nuovi attracchi lungo l?asta del Po e del Canalbianco servivano prevalentemente agli “iocman” ? proprietari di yatch – e alle loro concubine. Fino adesso de iocman gnan l?ombra e tanto meno, soprattutto, de concubine.
In compenso, ieri, mentre mi dirigevo in quel dell?oasi di Cà Mello, nei pressi di ponte Colpi una bellissima modella si mostrava NUDA per un servizio fotografico, stupenda, mejo delle concubine (anche perchè non le ho mai viste !!)
Tutto vero, giuro.
Detto questo spero di vedere al più presto altri siti marchiati Parco del Delta del Po e magari anche qualche altra modella.

* sarebbe, in lingua adriese.

Riferimenti: cartellonistica Adria

VII Notte Europea della Civetta. 31 marzo 2007

17 Marzo 2007 Commenti chiusi


Delta del Po: presente! Partecipa anche tu.

La Notte della Civetta è un evento nato nel 1995 in Francia, da un?idea del celebre esperto di Civette, Jean Claude Genot. Un appuntamento che giunge quest’anno alla settima edizione e che sta raccogliendo grandi favori da parte di un pubblico sempre entusiasta. La Notte della Civetta si svolge con cadenza biennale e si prefigge di divulgare aspetti etologici non
solo questo piccolo e simpatico predatore ma per tutto il vasto universo degli Strigiformi.Ogni edizione raccoglie sempre maggiori adesioni; ma è doveroso fornire un po? di cifre…. pensate che nel 2005, hanno partecipato oltre 60.000 persone!!!!!!
Il frutto di uscite svolte in vari paesi europei, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera….e naturalmente l?Italia. Furono Marco Mastrorilli e Matteo Barattieri a portare per primi, nel 2003, questa manifestazione in Italia anche se l?evento rimase confinato a due piccole realtà locali (Bariano in provincia di Bergamo e Monza). Nel complesso a Bariano parteciparono circa 50 persone (grazie alla pubblicità de L?Eco di Bergamo, quotidiano di Bergamo ed agli sforzi promozionali del Gruppo Terranostra) mentre a Monza erano oltre 100 e per coloro che si fermarono per una chiaccherata finale fu offerta una calda tazza di the.
Il miracolo del Belpaese nel 2005 ! Ecco cosa è successo due anni fa.
L?entusiasmo, la passione, la volontà di tutti i volontari che hanno collaborato alla Notte della civetta realizzata in Italia nel 2005 grazie al Gruppo Italiano Civette e ad EBN Italia hanno prodotto un risultato davvero eclatante realizzando per la prima volta in tutta Italia un evento che ha suscitato emozioni ed interesse in tutta la Penisola. Nel complesso, 960 persone hanno preso parte alle manifestazioni, di cui 806 sono intervenute alle escursioni notturne, con una media di 28.8 partecipanti per evento (massimo di adesioni nel parco di Monza (MI), con 186 partecipanti). Sono state censite 5 specie, in ascolto o avvistamento diretto; la civetta è stata contattata nel 82.1% dei 28 siti selezionati, l?Allocco Strix aluco nel 71.4% dei siti, il Barbagianni Tyto alba nel 7.1%, il Gufo comune Asio otus nel 3.5% e l?Assiolo Otus scops nel 21.4%. Il numero più elevato di civette contattate si è registrato in Calabria (N = 12) con 6 individui in una singola stazione, mentre l?unico gufo comune censito è stato segnalato in Puglia.
L?intera iniziativa de ?La Notte Europea della Civetta? trova una comun denominatore con una tecnica scientifica di studio delle popolazioni ornitiche definita ?play-back?,
Che cos’è il play-back ?
Normalmente per localizzare e contare popolazioni di uccelli si fa affidamento sull’osservazione diretta delle specie che ci interessano. In alcune situazioni, però, l’avvistamento non ci permette di ottenere buoni risultati: è il caso delle specie schive ed elusive, che vivono in ambienti con scarsa visibilità come i boschi, oppure che sono attive di notte. Gli Strigiformi sono un classico caso di specie di uccelli che non si lasciano osservare facilmente. E’ allora molto più pratico e conveniente utilizzare l’udito anziché la vista per scoprire se una certa specie è presente in una data località, localizzando gli individui in base al loro canto. Una tecnica consiste nell’ascoltare passivamente il canto spontaneo degli individui. E’ il modo più semplice in assoluto ma non è molto efficiente,infatti non è detto che gli animali che ci interessano, anche se sono presenti, si decidano a cantare proprio mentre ce ne stiamo lì in attesa, immersi nel buio e nel canto dei grilli, per un tempo che dovrà per forza essere limitato. Il playback consiste nell’emissione di un canto registrato per indurre una certa specie a rispondere alla nostra stimolazione e quindi a manifestarsi. Con il playback aumenta la probabilità di udire la nostra specie “target”. Questa tecnica si basa sul comportamentoterritoriale degli Strigiformi (e di tanti altri uccelli): un canto registrato o un’imitazione producono una risposta canora dell’individuo che difende il suo territorio dall’”intruso”.
Il playback per la Civetta: le Civette rispondono con una certa frequenza al playback, così come gli Assioli e gli Allocchi, mentre questa tecnica non è soddisfacente per Barbagianni, Gufi comuni e Gufi reali.
Emissione: per l’emissione del suono, qualche “virtuoso” è capace di imitare il canto territoriale della Civetta a voce, riproducendo il classico fischio flautato del maschio, mentre più comunemente si adopera un mangiacassette o un lettore CD che abbia una discreta potenza. Non è necessario sparare il richiamo a volume altissimo, perché si corre il rischio di spaventare gli individui più vicini e di stimolare a cantare quelli così lontani che non ne possiamo udire la risposta.
Rumori di fondo e condizioni atmosferiche la presenza di rumori di fondo può essere un grave problema: è bene cercare di evitare per quanto possibile la vicinanza di fonti di rumore come strade trafficate, rane gracidanti, ecc. Attenzione al fatto che tutti i cani a portata del richiamo danno il via a un concerto di abbai e ululati che risulta piuttosto fastidioso. Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, bisogna fare particolare attenzione al vento, da evitare al massimo perché sopra una certa intensità rende effettivamente impossibile udire il richiamo, tanto quello registrato quanto quelli di risposta. In genere una forza superiore alla cosiddetta “brezza tesa” rende tutto molto difficile, tanto che conviene rimandare le operazioni ad altra notte più favorevole. Per quanto riguarda nuvolosità, fase lunare, presenza della luna in cielo ecc., non è ancora chiaro se abbiano un effetto sul canto dei rapaci notturni. In caso di precipitazioni piovose e nevose invece conviene sospendere tutto, sia perché ostacolano l’ascolto sia perché inibiscono l’attività dei notturni.
Orario: si ritiene che intorno alla mezzanotte e per circa un’ora le civette abbiano un calo di attività, che èinvece molto intensa attorno all’imbrunire e all’alba. In generale le ore dall’imbrunire alla mezzanotte vanno bene, così come quelle che precedono l’alba. In ambienti tranquilli le Civette possono rispondere al playback anche di giorno.
Stagioni: febbraio e marzo sono mesi in cui le Civette cantano molto perché sono in fase pre-riproduttiva e sono impegnate a definire territori e corteggiarsi. In riproduzione (da aprile) l’attitudine al canto cala. Vi sono osservazioni sul fatto che in diverse specie di rapaci notturni quelli che cantano con più insistenza durante il periodo riproduttivo sono maschi spaiati o comunque individui che non si stanno riproducendo: è probabile che questo fenomeno valga anche per le Civette. Quindi in mesi diversi è possibile che ci si stia “rivolgendo” a settori diversi della popolazione: in inverno a tutte le Civette presenti, in primavera (aprile-maggio-giugno) a quelle che non si stanno riproducendo, in autunno nuovamente a tutte con l’aggiunta dei giovani dell’anno che iniziano a cantare e sono alla ricerca di un loro territorio. Allo stato attuale comunque stiamo parlando di supposizioni puntellate da osservazioni sporadiche, che meriterebbero una conferma seria sul campo.
Stiamo lavorando per creare, come nel 2005, una serie di eventi e località in tutta Italia ove ognuno di noi potrà collaborare e partecipare alla VII Notte Europea della Civetta.
Se volete creare un evento nella vostra provincia legato alla Notte Europea della Civetta o sevolete sapere quale sarà il posto più vicino a casa vostra ove partecipare potete contattare Marco Mastrorilli (Segreteria)Via Carducci 7 Boltiere (BG) 24040 ITALY marco.mastrorilli@tin.it
Claudia Donati(Webmaster) donaticlaudia@tin.it www.gruppoitalianocivette.it
Per il Delta del Po infomail: nicola@aqua-deltadelpo.com
infotel. 0426662304

Riferimenti: VII Notte Europea della Civetta

Cresce il birdwatching nel Delta del Po

7 Marzo 2007 5 commenti


Un bel lavoro di squadra, o meglio di squadrone, ha fatto si che la terza edizione di corso di birdwatching per imparare a conoscere e distinguere l?avifauna del Delta del Po, sia riuscita particolarmente bene, anzi benissimo. Tutto ciò grazie alle molte persone che hanno collaborato, primi fra tutti i corsisti, i fedelissimi e i nuovi arrivati (e meglio ancora arrivate) tutti interessati/e, puntuali e costanti. Dietro le quinte Daniele Grossato e Stefano Cesellato dall?Aqua hanno curato la grafica pubblicitaria, locandine, attestati e materiale didattico, Irene Tamburin ha scrupolosamente seguito la segreteria. Il tutto garzie al contributo dell? Ente Parco Regionale del Delta del Po Veneto e del Comune di Taglio di Po con il patrocinio della Provincia di Rovigo. La regista Isabella Finotti ha portato sul set personaggi come l?ornitologo Menotti Passerella, il tecnico faunista Eddi Boschetti, il noto fotografo emiliano Milko Marchetti, e un mitico esperto di rapaci notturni Marco Mastrorilli. Marco partito da Bergamo, in un giorno ha trovato il tempo per andare a salutare i gufi di Ostellato (Fe), farsi un giretto lungo il Po di Goro fino al Bacucco, mangiare una pizza con noi, per poi illuminare per 150 minuti i presenti in sala, su civette, gufi, barbagianni & Co. ? e COmplimenti, bravo (se non era per l?orario, altri 60 minuti ci stavano) per poi tornare a Bergamo.
Bravo, bravissimo, Menotti Passarella, affascinante la sua lezione sui fenicotteri, nella storia, nell?arte e nella cultura, nonché nella fenologia ed etologia della specie,esprimo ancora i miei complimenti a lui e lo ringrazio per averci lasciato spazio nella lista bwitalia@yahoogroups.com. da lui creata all?interno del programma Birding Italy.
Il mio amico Eddi Boschetti ha illustrato il monitoraggio svolto nell?estate scorsa sulle colonie di caradriformi in relazione all?impatto antropico da spettacoli pirotecnici, monitoraggio che abbiamo svolto insieme con Giada Milan, Rik Travaglia e la barca di pescaturismo di Gianluca Corradin, egregiamente redatto e riassunto da Eddi per cui più di tanto non posso aggiungere, molto educativa.
Milko Marchetti non sa catturare solo immagini, prende bene, cattura senza fotocamera anche la gente, bravo anche lui molto ma molto coinvolgente. Milko ha svelato piccoli e preziosi segreti sulla fotografia naturalistica e la strumentazione necessaria, ha spiegato le tecniche di presentazione, proiettando alcune sue creazioni e ha illustrato alcune tecniche di appostamento fotografico adatte a non disturbare l?avifauna.
Domenica 25 febbraio e domenica 4 marzo si sono svolte le uscite la prima si è svolta a squadre, tre per l’esattezza, e ci siamo organizzati per censire i rapaci diurni, censiti:
Gheppio 46, Poiana 28, Poaina calzata 1 , Albanella reale 10, Falco di palude 5, Falco pellegrino 1, Sparviere 2
Domenica 4 marzo chiusura corso con consegna attestati, magnà de pesse (più di tutto il gruppo si fa a tavola, nella migliore tradizione italiana) e giretto per il Delta alla ricerca di tutto.
Bello, soprattutto ritrovare e radunare molta gente appassionata di natura e di contatti umani.
Mi è venuta la pelle d’oca, giusto per restare in tema, quando due corsisti superdeltizi, perchè vivono e lavorano nelle lagune del Delta, mi hanno detto che abbiamo aperto a loro una nuova finestra per osservare meglio il nostro magico Delta, grazie, grazie a tutti,
alla prossima.