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Archivio Luglio 2006

Delta del Po a rischio desertificazione.

27 Luglio 2006 2 commenti


La magra del grande fiume ed una confusa politica nazionale di gestione delle acque mettono in pericolo non solo l’agricoltura polesana ma l’intero ecosistema del Delta.
(Lunedì, 24 Luglio 2006 fonte “Il Gazzettino”.

Questo il titolone del quotidiano seguito da una serie di bla, bal, bla dei politici di turno ed addirittura della Comissione Ambiente riunita a Rovigo.

Io riporto una mia riflessione.
1 Le cause e i problemi: come ben noto il Delta del Po è un territorio che si trova per gran parte al di sotto del livello del mare, una serie di argini chiamati “prima linea di difesa a mare” impediscono alle acque del mare di entrare e allagare l’area, i sette rami del Po passano attraverso questi argini a mare e spesso gli argine del fiume stesso costituiscono parte della prima difesa a mare. In questa zona di pianura Padana il Po è un fiume pensile e cioè un fiume che scorre più alto rispetto al piano di campagna il cui livello delle acque è lo stesso di quello del mare. Questo fattore determina nei periodi di minima portata del fiume l’entrata del cuneo salino e cioè l’entrata nell’alveo fluviale delle acque marine che essendo più pesanti scorrono in profondità insinuandosi nella falda per poi risalire per capillarità nelle campagne.
Ma com?è possibile che il fiume più lungo d?Italia con 141 affluenti (tra primari e secondari) rimanga senza acqua? Beppe Grillo dice che è l’ENEL che se la frega, ferma l’acqua che dovrebbe arrivare in Po nei bacini di media montagna per poi pomparla in alta montagna con energia elettrica che acquista di notte a basso prezzo dalle centrali nucleari dell’est Europa, quest’acqua farebbe poi funzionare centrali idroelettriche italiane che ci rivendono l?energia al triplo di quella pagata per pompare l?acqua in quota, diabolico vero?
Grillo a parte:l?industria richiede sempre più acqua, le risaie piemontesi e lombarde richiedono acqua, la gente ne usa e ne spreca sempre di più, e l’acqua scarseggia, sempre più, le guerre future saranno per l’acqua e non più per il petrolio.
A partire dal 1951, dopo la grande alluvione del Polesine sono partite una serie di operazioni atte a mettere in sicurezza idraulica il Po, oltre al rialzamento e rafforzamento degli argini, l’inserimento negli stessi di diaframmi per evitare i fontanili, in alcuni punti particolari si è provveduto al raddrizzamento delle curve e delle anse per aumentare la velocità della corrente nei periodi di piena e permettere un deflusso delle acque più rapido. Quest’ultima però, di fatto, ha favorito il fenomeno che si sta verificando in questi ultimi anni, e cioè la risalita del cuneo salino che alla pari dell?acqua dolce del fiume nei periodi di piena, non trova ostacoli nella risalita nei periodi di magra.
Ora gli agricoltori si lagnano, la risicoltura è a rischio , manca l?acqua per irrigare i campi.
Mica vero, solo l?acqua del Po è salata quella dei canali e dei scoli di bonifica è buona e i fossi sono pieni, solita storia?

2 La soluzione, la mia ovviamente: RIALLAGARE TUTTO. Si costruisce un bel argine che dall?argine sinistro del Po di Goro arrivi fino all’argine destro del Po di Levante seguendo la SS Romea, nell’isola di Cà Venier, Donzella e di Polesine Camerini non c’è bisogno di far niente è tutto già pronto, e poi… giù acqua, si creano nuove lagune per le vongole e le cozze, nuove valli per l?allevamento del pesce, bacini di riserva di acqua dolce e fitodepurazione, ce n’è per tutti. Ma soprattutto creare il più grande parco ornitologico d?Italia e forse anche d?Europa, che gioia !!!
Chissà se trovo qualcuno che mi ascolta.

Riferimenti: Lo scenario presente e futuro

Il suppostone.

26 Luglio 2006 1 commento


Alcuni l’hanno chiamato totem, altri similmissile, qualcun altro suppostone.
Ma che cos’è? Cos’è questa roba? Che significato ha questa enorme supposta posta nel bel mezzo della nuova rotatoria nella strada provinciale all’altezza di Loreo?
So che dalle parti di Fiesso Umbertiamo, sempre in provincia di Rovigo un altro suo simile, deriso e preso dalla vergogna di questa sua macabra esistenza si è provocato un corto circuito autodistruggendosi. Corto circuito? Certamente, il suppostone è dotato di illuminazione per essere ben visibile anche di notte!
Ma c’è una scuola in provincia di Rovigo dove insegnano a fare queste schifezze? Penso di si, la scuola degli orrori dove il significato e l’insegnamento dell’arredo urbano è praticamente sconosciuto. Le rotatorie sono utili, evitano incidenti, code (a proposito per chi ancora non sa come si usano, chi si immette deve sempre dare la precedenza, chi invece è in manovra all’interno ha sempre la precedenza), ne ho viste di bellissime, con fiori, fontane, con giardini rocciosi, con elementi tipici della produzione locale come enormi tini per il vino, torchi per l’olio ecc.,… non sapevo che il Delta fosse famoso per le supposte.
Per favore toglietela, è pericolosa, a vederla vengono fastidiosi conati di vomito ed è pericoloso vomitare o fermarsi per farlo mentre si guida, e se proprio, proprio, proprio dobbiamo tenerla almeno tagliate l?erba intorno e create delle piazzole di sosta prima e dopo la rotatoria per potersi fermare e… vomitare tranquillamente.

Riferimenti: Il suppostone

Anche Adria ha il suo record.

19 Luglio 2006 Commenti chiusi


Adria è una piccola cittadina alle porte del Delta del Po, famosa per aver dato il nome al mar Adriatico, è stata fondata dagli etruschi intorno al VI sec. a.C. divenuta poi municipium a partire dal I sec. d.C. Ha un bel teatro, un bel museo archeologico (Nazionale) con reperti greci, etruschi e romani, un bel centro storico con palazzi in stile veneziano sorti all?epoca della Serenissima, vita quiete e tranquilla, a mio avviso, visto che ci abito, un posto non male, ci si può stare.
Ultimamente detiene un record, quello delle costruzioni edilizie più brutte che si siano mai viste negli ultimi cinquant?anni. Passi il palazzo di cristallo, passi il palazzo della Polizia di stato, passi il palazzo della cassa di risparmio, passi il palazzo del credito cooperativo di s.maria assunta (potevano essere di meno?) passiamo pure il “grattacielo” degli anni ’60, ma quello che batte tutti è quello che vi propongo in foto, recentemente costruito in via Chieppara a sud di Adria in quella che era il centro dell?antico abitato romano. Guarda caso nella escavazione delle fondamenta è saltato fuori un piccolo tempio sacrificale romano che dopo le fotografie di rito e stato prontamente rimosso e ora i resti giacciono senza gloria nel cortile del museo. Vabbè è stato per tanti anni sotto terra per un altro po? può rimanere li nel cortile. C?è da dire poi che arrivando da sud troviamo un?altra serie di schifezze vedi il nuovo quartiere residenziale popolare delle “case rosse”, che se prima faceva schifo ora lo fa ancora di più, il centro commerciale “Il Porto” che oltre a far “girare” l?economia fa girare anche le p…., per gli intasamenti domenicali e festivi che provoca, poi questo, bella presentazione della città. Niente da dire se un geometra, un architetto o chi per esso progetta un obbrobrio del genere, niente da dire se una tal ditta di costruzione lo erige, molto ma molto da dire su chi ne dà il permesso e la concessione edilizia. Il paesaggio è nostro, la bellezza, la sua armonia, è nostra, il poter guardare in alto e vedere il sole, le nuvole, le stelle è un nostro diritto e non devo essere obbligato a vedere e sentirmi oppresso da queste schifezze. Basta con questi orrori, ce ne sono abbastanza!

Riferimenti: Palazzo Venezia, palazzo Roma e palazzo……

BRAVI, COMPLIMENTI !!!

18 Luglio 2006 1 commento


Peloso o mostruoso, basta che sia raro
Rovigo capitale dell?animale originale a tutti i costi. Visita in un pet shop unico nel suo genere

Senti dire animali esotici e pensi a qualche pappagallo sudamericano che gracchia mezze parole in continuazione. Ti parlano di rettili e immagini qualche lucertolina infreddolita che fa più tenerezza che ribrezzo.
Poi entri in un negozio specializzato e non solo ti imbatti in un inaspettato “pianeta” zoologico da far invidia alla rivista “Nature” ma scopri che un microcosmo parallelo vive a stretto contatto con il resto della società guarda il mondo esterno anche attraverso gli occhi, le esigenze e il benessere dell’animale che ha in casa. Sì, vabbè, cani e gatti, criceti e canarini sono una piccola compagnia che riempie un po’ di tempo nella vita. Ma c’è chi va ben più avanti. Come dimostra il variegato campionario offerto dal settore.
Cosa spinga qualcuno a portarsi in casa un boa costrictor o una vedova nera, un granchio del deserto o una blatta del Madagascar (per i profani: enorme scarafaggio che se lo tocchi sibila come un micio infuriato) resta evidentemente materia da psicanalisti. Ma tant’è. Rovigo, chissà perché, sta diventando il paradiso dell’animale da compagnia fuori dal comune. L’offerta dei negozi specializzati decolla e da qualche tempo si stanno moltiplicando anche i casi di animali rari che sfuggiti alle cure dei loro padroni e finiti… in cronaca: dal pitone reale di un metro e mezzo recuperato in una grondaia dai pompieri a Porto Viro, all’iguana rinvenuta qualche anno fa sul sagrato del Duomo. Senza dimenticare l’epopea di Loredano, il coccodrillo un po’ cresciuto avvistato (?) per un paio di estati lungo la Romea. Basti un dato: nel solo 2005 il pet shop di Fabio Verza che sabato ha inaugurato la nuova sede in corso del Popolo, ha piazzato a Rovigo qualcosa come 150 rettili, quasi tutti serpenti delle più svariate specie e dimensioni.
Non resta che partire da qui per capire cosa si nasconda dietro al fenomeno “Animale da compagnia purché raro e magari impressionante”.
«Faccio questa professione da vent’anni ma una risposta definitiva non ce l’ho – spiega Verza – La predilezione per i serpenti per esempio resta in parte anche per me un mistero. Non c’è solo la curiosità di avere in casa un “pezzo” di mondo remoto o la voglia di stupire amici e parenti. Le donne ne sono le più attratte. Comunque un fatto è certo, la clientela si sta espandendo. La scelta di ampliare il negozio deriva proprio da questo: sono l’unico commerciante in Veneto che possiede autorizzazioni alla vendita per animali di prima categoria (gli esemplari proprio rari, tanto per capirsi, elenco nel quale rientrano leoni e tigri, pitoni e scimmie ma non i serpenti a sonagli o i cobra, ndr). E sono anche distributore dei prodotti Sera, il più completo campionario di cibo, medicine e toelettatura per mammiferi, pesci e invertebrati».
E in effetti un giro per i due piani del pet shop “Amici miei” sono meglio di una visita allo zoo, una full immersion in un mix tra un rettilario, un acquario e una facoltà di zoologia. Certo che vedere in gabbie e terrari scimmiette e blatte, tartarughe col collo di serpente e topi glabri, orripilanti rospi amazzonici o ragni pelosi grandi come una mano, può essere anche curioso, ma allevarli nel tinello è tutt’altra faccenda.
«Ma non è affatto un problema – spiega ancora Verza che nella sua attività si fa assistere da una squadra di collaboratori appassionati del mestiere, da Chiara Vukic, allevatrice di gatti, a Stefania e Tiziano Alessandrin, Michela Mazzetto, Antonio Galasso e Pierantonio Sacchetto – Un rettile mangia una volta al mese, basta dargli un topo di quelli che vendiamo surgelati e un po’ d’acqua e il serpente non ha bisogno d’altro». (ndr Che ben ah???)
E per le autorizzazioni? «È tutto rigidamente controllato. Chi detiene animali comprati senza certificati è pazzo: rischia anche 20mila euro di multa. Qualche anno fa rinvennero un pitone a Costa. Io ero in vacanza e dovetti rientrare a Rovigo per mostrare le autorizzazioni alle forze dell’ordine».

Fonte “Il Gazzettino” 17 luglio 2006

Disco del momento

SKA P
“Que corra la voz”

Riferimenti: Come sono felice di stare con te…

Parco DeltaJazz: River Swing Orchestra

15 Luglio 2006 1 commento

La River Swing Orchestra è a tutti gli effetti la big band del Delta del Po.
Martedì 11 luglio ?06 , tredici ottoni, una chitarra, un basso, una tastiera, una batteria, due voci e un maestro hanno proposto in piazza a Taglio di Po una serie di brani egregiamente eseguiti che vanno da Glenn Miller, Duke Ellington a Benny Goodman e Woody Herman. Un bel viaggio tra i grandi classici del jazz e dello swing.
Alla batteria, mito tra i miti, bravo tra i bravi, Enrico Smiderle, 15 anni.
Enrico non picchia sulla batteria, la accarezza con soffici tocchi di bacchette.
Bravo Enrico mi auguro di comperare presto un tuo disco.

Riferimenti: Alla batteria: Enrico Smiderle

Enogastronomia nel Delta: 2 ristoranti e una fiaschetteria.

13 Luglio 2006 1 commento


Nel Delta Veneto ci sono ben tre mercati del pesce:
uno a Pila, uno a Scardovari e uno a Porto Viro. Sono attivi due stabulari per la depurazione di cozze e vongole. Nel Delta Emiliano altri due mercati si trovano a Goro e Porto Garibaldi, un altro grosso mercato è a Chioggia. Questo per dire che da noi il pesce fresco decisamente non manca. Molti sono i ristoranti che propongono pesce, il mio preferito (…non per niente…) è qui ad Adria, si chiama “Molteni”. Nato 85 anni fa, attualmente alla terza generazione, lo gestisce la mia amica Stefania con il fratello Enrico Molteni.
Stefania ed Enrico hanno dato la svolta all’albergo – ristorante.
Con un sottofondo musicale non invadente, di quelli che riempiono i silenzi quando le mandibole sono impegnate a masticare, con molta eleganza Stefania serve cappesante, mazzancolle e scampi crudi di cui si assapora tutto il profumo del mare. Sughi al nero di seppia, cannocchie e verdure, ed altri sughi, invenzioni di Enrico, condiscono le paste fatte in casa.
L’ultima volta mi sono spazzato una catalana con astice che prima di essere sacrificato ha fatto il suo ultimo giro per il tavolo, con aggiunta di polipo e cicale di mare rigorosamente spellate (le cicale di mare si mangiano in un sol boccone così: ssciufff).
Meravigliosi i dolci di Stefania, principalmente mousse e semifreddi. Fornitissima la cantina, sempre curata da Stefania che è anche somelier, in cui non manca nulla, grappe comprese.

Carne e verdure eccezionali si mangiano a Cà Cappello da Vanni alla trattoria “Alla Corte”, altro buon servizio, sobrio ed elegante. Una bella serie di antipasti di carne abbinati a verdure e formaggi. Dopo quattro o cinque, saresti a posto, sbagliato! Anche qua pasta fatta in casa, come le caramelle alla porchetta. Il bello viene con il filetto o la tagliata provenienti da bestie selezionate e controllate dal gestore stesso. Buona cantina, dolci classici fatti in casa.

A Taglio di Po l?agrotecnico Luca Franzoso, anch?egli mio amico, compagno di scuola e spina nel fianco, ha aperto una fiaschetteria dal nome che è tutto un programma (come lui) “Spirito Di…vino” che onora il Delta con una scelta oculata di vini provenienti da produttori di tutta Italia .
Bravo Franz, vedi di farti arrivare anche del buon prosecco che ancora ti manca.

Nel Delta si usa adoperare il tovagliolo a mò di bandana se il pranzo o la cena sono stati graditi. Nella foto una calorosa manifestazione.

N.B.nessuno dei manifestanti ha subito trapianto dei capelli… anche se quello in mezzo in alto e il terzo a destra in basso ne avrebbero bisogno!

Disco del Momento

Sergio Cammariere
“Dalla pace del mare lontano”

Riferimenti: Alto gradimento

Parco Deltajazz

8 Luglio 2006 Commenti chiusi


Bel concerto di Nicola Arigliano questa sera al teatro comunale di Adria, molto divertente con ottima musica suonata e cantata da un quintetto formato da Nicola Arigliano – voce, Umberto Trinca – fisarmonica, Frank Antonucci – chitarra, Nick Mandarino – batteria, Angelo Rosi “Otis” – contrabbasso.
Classe 1923, Il repertorio di Nicola Arigliano va dallo swing italiano ed americano degli anni ?30, ?40, ?50 e ?60, a tutta una serie di canzoni grottesche, tipiche del suo personaggio. Lo Swing ,del quale Nicola Arigliano è indiscusso maestro di valore internazionale, è il genere principale praticato dal suo nuovo quintetto che vede l’inclusione di fisarmonica e chitarra; due strumenti melodico-armonici estremamente completi ed attuali per qualità e gamma sonora, capaci di aggiungere colorazioni più variegate all’ensemble. In questo contesto la voce di Nicola si inserisce, dialoga e concerta con gli altri strumenti con la consueta verve ed ironia e con tutte le peculiarità dello “strumento” solista per eccellenza (da: http://www.artistiassociati.it/index.html)
Durante il concerto Nicola ha mantenuto umida la sua ugula con vino rosso che ha molto apprezzato (…anche le bottiglie precedenti) complimentandosi spesso con il pubblico per il calore e l?accoglienza ma soprattutto per la produzione del nostro vino, dell?ottimo “Cabernet del Friuli” !!!
Si poteva mai spiegare a questo eccezionale signore, dopo i tanti omaggi da lui ricevuti, e il bel concerto, che non si trovava in Friuli ma bensì in Veneto?
Pazienza, d?altronde anch?io da parecchio tempo tradisco i vini della mia terra con quelli che mi porta il mio amico Gianluca, gorante (abitante di Gorizia e non di Goro – Fe – ) provenienti dalle zone del Collio, e che per profumi e sapori attualmente in Italia hanno pochi concorrenti, anche Nicola Arigliano da Lecce ha approvato.

Clikkando in riferimenti Parco Deltajazz il link della rassegna e calendario dei concerti.

Disco del momento:
Enrico Pieranunzi
Jazzitaliano collezione “L?Espresso”

Riferimenti: Parco Deltajazz

Beppe Grillo a favore del Delta del Po.

6 Luglio 2006 Commenti chiusi


Beppe Grillo sarà nel Delta del Po il 12 luglio prossimo per parlare, o meglio sparlare, delle problematiche del nostro territorio. Bene, molto bene, speriamo che riesca a scuotere qualche altra coscienza di questo assonnato ambiente in cui di soppiatto si cerca di far passare le più ignobili schifezze ai danni dell?ambiente e della società stessa.
Beppe Grillo si è spesso fatto portavoce della causa contro l?ENEL e la sua devastante centrale presente da 25 anni nel Deta del Po e dei danni che questa ha provocato.
Il merito della presenza di Grillo (a gratis) va a Giorgio Crepaldi che vale la pena ricordare è stato colui che ha fatto scattare la scintilla che ha portato a incriminare l? ENEL nella figura dei suoi dirigenti (Tatò e Scaroni) per disastro ambientale. Grazie Giorgio.
clikando su “Locandina” si può leggere un post di Beppe nel suo blog riguardante la centrale di Porto Tolle.

Disco del momento:
Paolo Conte
“Paris milonga”

Riferimenti: Locandina

Test scientifico: i risultati.

6 Luglio 2006 Commenti chiusi


Un tempo si diceva che “Tira di più un pelo de gnocca che un paro de bò” con il mio test scientifico posso dire che “Tira de più un Faloropo beccolargo che un un pelo de gnocca”. Con le sue 198 visite il post del beccolargo batte le 38 della gnocca svedese, con tutto rispetto per l?ornitologia e del birdwatching, di cui sono praticante e sostenitore, rimango in ogni caso alibito da questi dati e per onor di cronaca ripropongo il vecchio post del beccolargo sospeso per eccesso di rialzo.

Tra le 375 specie censite negli ultimi 50 anni nel Delta del Po tra le province di Ferrara, Ravenna e Rovigo, compare anche il Faloropo beccolargo ,l?ultimo avvistamento in Veneto risale al 1971 nelle valli da pesca del veneziano.
Lunedì 12 giugno 2006 io e l?amico Eddi Boschetti abbiamo osservato e fotografato uno di questi esemplari nella Sacca degli Scardovari nel Delta del Po, fatto che dimostra e sottolinea ancora una volta quanto sia importante la zona umida del Delta del Po all?interno del bacino Mediterraneo.
Ricordo che nell?estate 2005 un?altra specie, molto “speciale” il Piviere di Leschenault detto il “Corrierone” fu osservato da molti nelle valli da pesca di Boccasette sempre nel Delta del Po (vedi riferimenti).

Il Faloropo beccolargo (phalaropus fulicarius) appartiene a un gruppo di specie che in generale chiamiamo “limicoli”, è della famiglia degliScolopacidae , subfamiglia phalaropodinae. Sono comprese tra i falaropodini tre specie, appartenenti al solo genere Phalaropus : il Falaropo beccosottile, il Falaropo beccolargo e il Falaropo di Wilson.
Il Falaropo beccolargo ha una distribuzione circumpolare, nidifica nelle zone di tundra artica di tutto l?emisfero boreale, compreso quindi il Paleartico Occidentale, è l?unico falaropo a svernare in Atlantico (al largo dell?Africa occidentale, a nord fino a Mauritania e Marocco), attraversa l?Atlantico da nord a sud, avvicinandosi poco alla costa (da qui lo status di raro accidentale nell?entroterra) e penetra irregolarmente nel mar Mediterraneo, come dimostrano meno di 40 segnalazioni italiane in un secolo e mezzo.
Il “beccolargo” ha dei comportamenti e delle caratteristiche singolari , abituato alla permanenza per lunghi periodi in mare aperto queste specie si è evoluta con adattamenti simili a quelli riscontrabili negli uccelli più propriamente pelagici; dispone di una ghiandola atta a dissalare l?acqua in grado di fornire acqua dolce per periodi illimitati, ha dita che si sono sviluppate presentando delle espansioni (lobi) che favoriscono il nuoto ed un piumaggio estremamente denso che favorisce l?imprigionamento dell?aria necessaria ad un buon galleggiamento.
Nella foto Faloropo beccolargo in volo nel Delta del Po (foto Eddi Boschetti) a confronto con un soggetto posato.

Riferimenti: Faloropo beccolargo