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Archivio Aprile 2006

Golena Pomella, ultimi giorni di vita.

19 Aprile 2006 Commenti chiusi


La golena Pomella si trova (tra poco si trovava) sulla sponda destra del Po di Venezia tra l?abitato di Taglio di Po e Cà Vendramin. A giorni scomparirà perchè si sta per demolire l?argine a fiume. Questa golena si è formata tra il nuovo argine eretto in questo tratto di fiume, e il vecchio mai demolito. Il tutto rientra nei piani di lavoro di messa in sicurezza idraulica del corso del Po della zona polesana, lavori iniziati dopo l?alluvione del 1951 e tuttora in corso. L?intervento in questione rientra nel piano delle azioni svolte dal Magistrato alle acque ora AIPO con il nome di “allargamento dell?imbuto nella zona di taglio di Po” lavoro iniziato e mai terminato, ora è l suo turno. Altri esempi di queste operazioni sono il raddrizzamento dell?ansa di Volta Vaccari, il taglio della curva di Panarella, il più recente di Corbola con la distruzione di un?altra golena addirittura molto più grande di quella in questione. Altri lavori sono in atto per esempio a Cà Tiepolo (Porto Tolle) lungo gli argini adiacenti con la costruzione dei famosi “diaframmi”, colate di bentonite dentro l?argine allo scopo di contenere il fenomeno dei fontanazzi. Questi lavori a mio parere, sono utili e indispensabili, e a quanto pare funzionali, considerato che dal 1951 non si sono più verificate alluvioni del Po di Venezia. Gli interventi finora attuati hanno spesso causato la distruzione di determinati ecosistemi ma hanno anche fortunatamente favorito la formazione di altri, vedi golena di Panarella e Volta Vaccari che tra l?altro sono anche diventate oasi e aree protette. Non è sempre però tutto rose e fiori, la sicurezza idraulica ha il suo prezzo, altri ecosistemi si stanno distruggendo o subiscono danni a causa della risalita del cuneo salino, azione contraria ad effetto delle azioni svolte. Il raddrizzamento del corso del fiume favorisce nei periodi di piena la veloce uscita a mare delle piene, mentre nei periodi di siccità favorisce la risalita dell?acqua salata del mare. Considerato che ad ogni azione dell?uomo nell?ambiente se ne ha una contraria della natura l?ideale sarebbe come proposito favorire e ricreare dove sia possibile gli ambienti distrutti, o meglio, uno lo distruggo due li ricreo. Ultimo regalo della Pomella i due Ibis Sacri.

Riferimenti: La "Pomella" in secca.

Un trip nel Polesine

19 Aprile 2006 Commenti chiusi


Dal dizionario, polesine: territorio compreso fra i due rami di un fiume che, divergendosi, si dirigono entrambi verso il mare; (con iniziale maiuscola) il bassopiano padano situato presso la foce del Po, cioè nel territorio di Rovigo. Antico veneziano pòlesene che è dal greco bizantino polykenos (tòpos) “(luogo) dai molti vuoti” composto da poly-, da polys aggettivo “molto” + kenòs “vuoto”.
Curioso è poi polesano: abitante di Pola; abitante del Polesine; dialetto parlato nel Polesine.
Curioso è sapere anche che in Biellorussia abbiamo dei cugini: “Il Polesie è una regione della Belorussia meridionale e dell’Ucraina nordoccidentale, al confine con la Polonia. Il territorio, prevalentemente pianeggiante è ricoperto da estesi boschi, si estende sull’alto e medio bacino del fiume Pripjat, il quale, a causa della scarsa pendenza del terreno, forma vaste zone paludose”.
Anche il Polesie biellorusso ha subito la stessa opera di bonifica toccata al Polesine italiano:
“Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso la regione bielorussa del Polesie era il più grande acquitrino d’Europa. Poi i sovietici bonificarono la zona e provocarono un disastro ecologico”.
In questa descrizione vedo poi molto Adria e dintorni in quegli stessi anni: ” Nelle foto degli anni Trenta si vede un paesaggio piatto e paludoso che infonde una calma eterna. Il bestiame è immerso fino ai ginocchi in pascoli fangosi. Le barche trasportano fieno, tiri di cavalli, legna da ardere e vitelli. Nei giorni del mercato centinaia di barchette sono ormeggiate alle banchine. Sembra quasi una Venezia arcaica, rustica, fatta di legno, paglia e giunchi”.
Chissà se i due termini – Polesie e Polesine – hanno lo stesso significato, io penso di si, notizie in merito sono gradite.

Riferimenti: Immagine del Polesie

Aeroporto Delta

8 Aprile 2006 1 commento


“Volete sapere cos?è il Delta del Po? Guardate l?aeroporto di Francoforte: gli assomiglia”…
…”gli aeroporti in Europa sono tanti però nessuno è centrale come Francoforte: quindi gli aerei di ogni compagnia prima o poi, fanno scalo lì. Anche le zone umide sono tante: a est troviamo il Delta del Danubio, a ovest la Camargue e la foce dell?Ebro, a nord le paludi lapponi. Infine a sud, appena oltre il mare, c?è il Delta del Nilo. Alcune di queste aree sono più grandi della nostra, però nessuna è centrale come questa. Così gli uccelli, qualunque rotta seguano, prima o poi atterrano qui: proprio come fanno gli aerei a Francoforte”?
Niente di più semplice e completo per spiegare l?importanza ornitologica del Delta del Po ( Menotti Passerella su Meridiani n. 137 ).
Da alcuni giorni, nel Delta del Po, sostano dopo l?atterraggio due bellissimi Ibis Sacro.
L’ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), è chiamato così perché oggetto di culto presso gli antichi Egizi. Ha zampe assai sviluppate ed è caratterizzato dal lungo becco, e dal collo e dal capo neri, con il resto del piumaggio tutto candido. Un tempo era molto diffuso nella valle del Nilo, poiché giungeva in Egitto quando le acque del fiume stavano crescendo, gli antichi Egizi credevano che quest?uccello provocasse le piene fertilizzanti del Nilo, era l’animale sacro con cui veniva identificato il dio dell’Oltretomba Thot.
Thot: dio egizio di carattere lunare, era ritenuto a Ermopoli la divinità suprema; aveva corpo umano e testa di Ibis, talvolta di scimmia. Venerato come dio della parola creatrice, della scrittura e del calcolo e considerato scriba degli dei e misuratore del tempo, era come tale patrono degli scribi e inoltre, nell?aldilà, era addetto alla pesatura dell?anima, ossia il giudizio divino dopo la morte.
Un altro posto per vederli è il Parco Nazionale di Niokolo-Koba (Senegal).

Riferimenti: ibis sacro

Fiera internazionale del birdwatching

5 Aprile 2006 2 commenti


Ritorna dal 28 aprile al 1 maggio a Comacchio (Fe) la fiera internazionale del birdwatching.
Alla sua terza edizione l?evento si fa sempre più interessante, ricco di incontri, convegni ed uscite.
Io ci sarò, in veste di guida birdwatching, nei quattro giorni della fiera.
Per informazioni http://www.podeltabirdfair.it/

Riferimenti: http://www.podeltabirdfair.it/

Le specie protette da Cites

2 Aprile 2006 Commenti chiusi


La sigla C.I.T.E.S, significa “Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora”, cioè “Convenzione sul commercio internazionale di specie di fauna e flora minacciate d’estinzione”. E’ nota più semplicemente come “Convenzione di Washington”.

Si tratta di un accordo internazionale tra governi – siglato nel 1960 – volto a controllare il commercio di animali e piante (vivi, morti o parti e prodotti da essi derivati) in quanto lo sfruttamento commerciale è, insieme alla distruzione degli ambienti naturali, una delle principali cause del rischio di estinzione per numerose specie.
La Cites fa parte delle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ed è stata riconosciuta dall’Italia nel 1980. Viene applicata in oltre 130 Paesi del mondo. A scadenza periodica l’elenco delle specie a rischio viene aggiornato da commissioni di biologi e ricercatori.
In Italia l’attuazione della Convenzione di Washington è affidata a diversi Ministeri: Ambiente, Finanze e Commercio con l’Estero, ma la parte più importante è svolta dal Ministero delle Politiche Agricole che ha istituito il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato. Il Servizio Cites cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e del controllo tecnico-specialistico degli esemplari importati.
Di seguito lista delle specie di tartarughe tutelate dal CITES alcune di esse ricadono in Appendice I (specie gravemente minacciate di estinzione per le quali è rigorosamente vietato il commercio).
Tartaruga dipinta del Borneo, Tartaruga scatola malese, Tartaruga scatola cinese, Tartaruga scatola indocinese, Testuggine appiattita, Testuggine dalla testa gialla, Tartaruga alata indiana, Tartaruga bruna birmana, Testuggine impressa, Tartaruga ocellata birmana, Testuggine di Horsfield.
Nella foto ceste di tartaruga in vendita nei mercati asiatici.