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Archivio Agosto 2005

Scano Boa al chiar di luna.

3 Agosto 2005 1 commento


Cè troppa luce di notte! Tutto è troppo illuminato e non siamo più abituati al buio, ci lasciamo pertanto, sfuggire l’occasione e il piacere di apprezzarlo nelle sue sfumature naturali: buio totale, buio con stelle, buio con lampi, buio che protegge, e così via.
Ecco qual’è il segreto e l’ingrediente principale del successo delle “Uscite al chiar di luna”, riscoprire gli aspetti e il piacere del buio nelle sue sfumature. Organizzate da me, Isabella e Danilo, del mitico staff di AQUA, siamo alla quarta edizione.
A dire il vero al buio abbiamo aggiunto qualche altro ingrediente, le lagune del Delta, un faro, una spiaggia deserta e misteriosa, il mare, e naturalmente lei, la signora luna piena.
Ma veniamo al dunque.
Si parte in barca da Pila al tramonto, al timone Simone Cacciatori, le lagune sono quelle della Batteria e del Basson con le loro case nell’acqua a ricordo di un passato di terre bonificate e poi riprese, in parte dal mare e in parte dal fiume.
Attraversata la Batteria lungo un paredello si sbuca sotto il faro di Punta Maistra e da li ci portiamo verso il mare per godere quel sole che quando “el se colga par ca se impissa un pajaro” che si spegne dietro il faro stesso ( in foto).
Imbocchiamo poi un altro paradello per raggiungere Scanno Boa.
Scanno Boa è una lingua di sabbia deserta tra mare e laguna difficilmente raggiungibile. Ospita gli ultimi suggestivi casoni di canna oltre a migliaia di Gabbiani reali. E un luogo che da sempre ispira fughe damore, poeti, scrittori, registi, un otttimo stimolo alla fantasia.
Sbarchiamo proprio davanti a uno dei tre casoni rimasti, il più dei presenti li ha sempre visti in foto, attraversiamo lo scanno in direzione del mare, il richiamo è troppo forte, il bagno è inevitabile, anche perché all’orizzonte sta sorgendo la luna. Da una parte il sole che tramonta dall’altra la luna che nasce, l’acqua è calda come la leggera brezza di Scirocco che arriva da Sud – Est.
Torniamo alla barca e, per dirla alla Jannacci nel cielo: “La luna è una lampadina e le stelle sono come tanti limoni lanciati nell’acqua”. La navigazione sarà al buio o meglio al “chiar di luna” seguendo, nell’immensa e melmosa laguna del Basson, un canale largo un paio di metri e non più profondo di uno, delimitato da qualche palo, se così vogliamo chiamare quei lunghi rami secchi e storti raccolti in spiaggia e piantati nell’acqua.
Simone è come un rapace notturno, vede più di notte che di giorno e scivola con la barca sull’acqua in mezzo a canneti e barene. “As vede che el ghe là in tel sangue” Simone a Po ci và da quando è bambino, la gente di li, come lui, in barca al buio c’è sempre andata per esigenza, per calare le nasse o le bigatare (palamiti) per catturare anguille, branzini e cefali o ad appostarsi prima dell’alba per la caccia alle anatre.
Anche questo ha il suo sapore.
Imboccare il canale che si infila nell’immenso canneto delle pezze, è da veri campioni, roba da niente per il nostro pirata, il Simone. Scivoliamo sull’acqua tra le alte canne, nel canale fatto come una biscia in movimento. Al buio nessuno parla, spero incantati dallo spettacolo e non per paura. Un nuovo ingrediente si aggiunge, il silenzio. Aqua, canne, buio , silenzio, il faro con tre raggi di luce rotanti, negli occhi ancora i colori del tramonto, l’odore del mare,luna piena, quasi irreale.
Ci riportano alla realtà sbucati nel Po di Scirocco le luci della centrale elettrica, triste presenza, e in lontananza le luci del paese di Pila.
A quando la quinta edizione?: alla prossima luna piena.

Riferimenti: quando il sole tramonta sembra si accenda un pagliaio