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Archivio Novembre 2004

Migliaia di tonnellate di piombo disperse ogni anno nell’ambiente per.. sport

28 Novembre 2004 4 commenti


L’avvelenamento da piombo causato dall’ingestione di pallini da caccia venne scoperto negli anatidi dallo scienziato pisano Paolo Savi nel 1830 e quindi descritto nel 1894 dal naturalista americano Gorge B.Grinnel. Solo un secolo più tardi, nel 1991, questa importante osservazione trovò una sua applicazione pratica nella messa al bando dei pallini di piombo dalle cartucce per anatidi negli Stati Uniti ed in Canada. Negli anni 1980, infatti, la mortalità di anatidi causata dalla dispersione del piombo nelle zone umide aveva assunto dimensioni tali da richiedere l’applicazione di soluzioni definitive. Nonostante lo stimolo verso simili azioni condotte dall’International Waterfwol and Wetland Resarch Bureau, in Europa le nazioni furono molto più lente o del tutto assenti. Ad oggi, solo Norvegia, Finlandia, Danimarca, Olanda e Svizzera hanno proibito completamente l’uso di tali munizioni nelle zone umide.
Le cartucce per la caccia agli anitidi contengono circa 280 pallini, per un peso complessivo di 30 – 35 g di piombo. Per ogni anatra abbattuta, un cacciatore in media spara 3 – 6 cartucce. Di conseguenza, tutti i pallini che non colpiscono l’animale cadono sull’area circostante l’appostamento. In questo modo, migliaia di tonnellate di piombo vengono disperse ogni anno nell’ambiente. In Francia, si stima un deposito ANNUO di 6.500 TONNELLATE, in Spagna di circa 5.000 (e in Italia? Non si sa!!! ndr). poiché il piombo degrada molto lentamente in acqua e spesso i sedimenti del fondale sono troppo compatti per permettere ai pallini di sprofondare, questi rimangono accessibili agli anatidi ed a altri uccelli acquatici (es. limicoli, fenicotteri,ibis, spatole) per moltissimi anni.
Il piombo è una sostanza notoriamente tossica. Il suo uso è stato progressivamente eliminato da molte sostanze e oggetti di utilizzo umano: vernici, contenitori e lattine, leghe metalliche, pesi per la pesca e carburanti per auto. Tuttavia, rimane di ampio utilizzo per la caccia, nonostante sia stato accertato che esso determina la morte di milioni di uccelli acquatici ogni anno e finisca secondariamente per avvelenare anche gli uccelli rapaci che si nutrono prevalentemente di anatidi.
L’esperienza americana e danese ha dimostrato che esistono valide alternative non tossiche all’uso del piombo, come l’acciaio, il bismuto, lo zinco, lo stagno, il molibdeno, il tungsteno e diverse leghe di questi metalli. Soprattutto nei paesi dove è stato effettuato il cambio di munizioni, si è dimostrato che esso non ha provocato nessuna inflessione nel numero di cacciatori di anatidi. Ricerche condotte in Francia dall’Office National de la Chasse in cinque anni di studio, hanno dimostrato che con munizioni alternative i cacciatori utilizzavano lo stesso numero di cartucce per animale abbattuto, e che il grado di penetrazione dei pallini non mostrava alcuna differenza tra munizioni tradizionali e non tossiche alla distanza di 30 metri.

Tratto da AEWA Newletter: Lead Poisoning in Waterbirds. Special Issue 1, Settembre 2002.

Riferimenti: Avocette

Quante anatre muoiono all’anno nel Delta del Po a causa dell’uomo?

27 Novembre 2004 1 commento


Bella domanda! al momento non esistono dati ufficiali, comunque si parla di decine di migliaia di capi prelevati dall’attività venatoria. Ma a questi tristemente ne vanno aggiunti molti altri, vittime del saturnismo. Il saturnismo è l’avvelenamento da piombo, ingerito dagli uccelli acquatici (soprattutto anatre, limicoli e fenicotteri) sottoforma di pallini da caccia: vengono raccolti dagli animali sul fondo degli specchi d’acqua e ingoiati per aiutare la digestione. Normalmente ingeriscono piccoli sassolini, ma non essendocene nelle zone umide costiere sono costretti a ripiegare su questi. Già 10 pallini ingeriti possono provocare la morte di un’anatra per avvelenamento, dato che il piombo si diffonde dall’apparato digerente a tutti i tessuti. Si calcola che in Europa muoiano ogni anno mezzo milione di anatre a causa del saturnismo, ovvero più del 10% della popolazione totale. In alcune zone quasi tutte le anatre hanno pallini nel ventriglio!
Una fucilata andata a vuoto può quindi uccidere ugualmente un’anatra!
Mangiare un’anatra di valle è quindi dannoso anche per la salute umana: la prossima volta al ristorante chiedete pollo!

Riferimenti: Destinate a vivere?

Ultimi, nuovi arrivi nel Delta del Po

25 Novembre 2004 Commenti chiusi


Giornata di censimento dell’avifauna nelle valli e lagune del Delta e nei rami del grande fiume. Oltre alle anatre si conta tutto, gabbiani, limicoli, svassi, folaghe e gallinelle, aironi, in pratica tutti gli uccelli acquatici.
In due ci dividiamo le valli Nord, quelle che si trovano tra le foci dell’Adige e il Po di Levante compresa la laguna di Caleri.
Queste valli non sono a vocazione venatoria, la felice posizione le porta più alla produzione di pesce, con poche spese possono avere facilmente sia l’acqua salata che quella dolce, per cui mi si aspetta una mattina di facile lavoro anche se un pò noiosa, con poche emozioni dovuta alla mancanza di grandi numeri.
Mi autoconsolo pensando e predisponendomi all’osservazione di qualche svasso collorosso o a qualche strolaga mezzana o addirittura minore.
Prima valle, Boccavecchia quella alle porte di Rosapineta (nota? stazione balneare), il casone è molto bello, a parte tutte quelle teste di povere bestie che il conte espone alle pareti, le devo superare per raggiungere il conte e avvertirlo del mio arrivo. Anche se la sua risposta al mio “Buongiorno, sono tal dei tali, sono qua per i censimenti” è piuttosto ironica “Ah,ah, a si i censimenti conti bene quei maledetti cormorani che mi mangiano tutto il pesce” (N.B. produce in questa valle 800 quintali di orate all’anno) non manca di stringermi la mano e di offrirmi un caffè, mica è conte per niente no?
Mentre raggiungo il posto ideale da cui riuscire a visionare gran parte della valle mi godo la vista di fringuelli, migliarini di palude e pendolini e nei pressi del lavoriero un buon profumo di pesce fresco mi attanaglia le narici. Mi soffermo a scambiare due chiacchere con gli operai che stanno guadinando parte di quei 800 quintali di orate. Mi spiegano che da adesso fino a Natale ogni mattina riempiranno un paio di quei camietti frigo che trasportano il pesce destinati ai mercati di tutta Italia.
Cormorani, parecchi, molti aironi bianchi maggiori, garzette, aironi cenerini, svassi maggiori, tuffetti, germani reali, gabbiani comuni, gabbiani reali, cigni reali, 10, bel colpo. Perdo un po di tempo ad osservarli, 6 sono giovani, 4 gli adulti.
Seconda valle, valle Cannelle, più o meno stesso scenario, molti gabbiani reali, germani reali, aironi bianchi maggiori, aironi cinerini, garzette, 4 beccaccini a distanza ravvicinata, belli. La conta di 180 avocette mi impegna e mi entusiasma, ho a favore la luce del sole che si è alzato, e vederle in alimentazione, mentre con il becco a cucchiaio sondano i fondali, è veramente uno spettacolo, roba da documentario.
Terza valle, valle Spolverina, a colpo d’occhio prevedo una noiosa conta di gabbiani e cormorani, poi invece il binocolo mi svela sopra una barena fangosa un bel branco di piovanelli pancianera che si riscaldano al sole, la scena di un cormorano che tenta di ingoiare un pesce più grande di lui, per poi riuscirci. Bassissimi, tanto da sentirne il battito d’ali 3 cigni provenienti da Boccavecchia passano sulle nostre teste, li ritroverò nella valle successiva. Continuo la conta di gabbiani e cormorani quando il mio aiutante mi richiama all’arrivo di alcune anatre, sono 7, bianche, sembrano volpoche ma non hanno il becco rosso e nemmeno la banda pettorale, sono oche? troppo piccole, bianche? e poi quelle strisce nere sulle ali e nel groppone e nella coda? morette codone? nemmeno sono troppo grandi per esserlo e la coda non è allungata, in breve spariscono e le perdo d’occhio o meglio di binocolo.
Mah? Annoto, becco giallo, dimensioni, colore e particolari.
Quarta valle, valle Segà semivuota , ci sono i 3 cigni visti prima, cormorani, svassi, germani reali, qualche fischione, fine.
Ritorno indietro alla ricerca delle 7 non identificate, sparite, “gnan l’ombra”. Sfoglio la guida, non mi convince niente, molto più convincenti le budelle che brontolano, è meglio accontentarle.
Raggiungo il gruppo, nel posto dove ci ritroviamo di solito per mangiare qualcosa, espongo a i più esperti la mia osservazione, la consulta decreta che si tratta di 7 maschi di EDREDONE (Somateria mollissima). Alla sera, una ricerca di foto in rete, rafforza l’ipotesi, e oggi, la lettura di mail di altri birder che indicano la presenza numerosa di questa anatra alle foci dell’Isonzo me ne danno la certezza.
Nuova specie pertanto da annotare come presente in questo sempre più magico Delta.
La foto allegata mostra un Edredone maschio (rubata tra le tante visionate ieri sera).

Riferimenti: Edredone

Perla delle perle: l’amaca da radiatore per gatti….

23 Novembre 2004 1 commento


Da un catalogo di prodotti per il giardino e la vita in campagna ho estrapolato alcune chicche per originali regali natalizi e che non devono mai mancare a chi abita in campagna, ama gli animali o il giardinaggio.
Al prezzo di 7 euro e 90, 2 gatti spaventapasseri, in leggero metallo verniciato si appendono ai rami degli alberi per spaventare gli uccellini. Ogni gatto ha gli occhi come biglie di vetro. Unaltra idea? Posizionali in terra, in mezzo allerba!
Per 5 euro e 90, 2 rane fermapiante. Tengono insieme rami e tutori, oppure i rami fra loro: molto più decorative del semplice filo di ferro (che con gli stessi soldi ne compri un km). Le simpatiche ranocchie hanno braccia e gambe lunghissime e snodabili. Personalizza il tuo orto o le piante di casa con le ranocchie!
Aeratori per prato, 9 euro e 90, Trattasi di sue suole in plastica a cui sono applicati 36 chiodi. Si indossano sotto le scarpe e, camminando, i chiodi penetrano nel terreno creando dei piccoli fori che permettono una maggiore ossigenazione del prato. Per un prato sempre in forma!
Torcia perpetua di Faraday 19 euro e 90. Niente batterie, né dinamo per questa torcia virtualmente indistruttibile! Per caricarla basta.AGITARE! Agitando la torcia per 30 secondi il movimento del magnete interno carica una speciale spirale di filo che permette di accendere la luce per 5 minuti. Il LED superluminoso permette di essere visto da oltre 1.5 Km di distanza.
Scontato del 20 % a 8 euro e 90 (che non mancano mai) il Maxi fiammifero accendino lungo 38 cm per accendere barbecue, il forno a gas e tutto ciò che non si accende facilmente. Colore nero con capocchia rossa. Fornito senza gas.
Per la casa, indispensabile il Salvagoccia Crystal, si infila nel collo della bottiglia e la sua forma speciale fa si che la goccia torni indietro, senza scivolare giù rovinando la tovaglia! Ideale per un regalo quando si è invitati a cena! Set 2 pezzi 7 euro e i soliti 90 centesimi.
Ma perla delle perle è lAmaca da radiatore. Il tuo gatto amerà tantissimo questo cuscino speciale solo per lui, appeso proprio ad uno dei suoi posti preferiti: il radiatore. Sarà comodissimo, sospeso per aria ed adagiato sul morbido tessuto effetto pelliccia dagnello! Lavabile in lavatrice, supporto in acciaio smontabile.
Affrettatevi con gli acquisti per non rischiare di rimanere senza.

Riferimenti: Amaca da radiatore per gatti!!!

Sono sportivi, amanti dell’ambiente, guai a chiamarli bracconieri.

17 Novembre 2004 1 commento

Girano armati, invadono fondi altrui, abbandonano cartucce ovunque si trovano, disperdono piombo nellacqua e in terreni destinati a coltivazione biologiche, a volte per sbaglio si sparano tra di loro.
Credo di non dover aggiungere altro per far capire di chi sto parlando.
Ecco la cronaca di una giornata di controllo liberamente tratta da una lista di discussione.

Tra Pavia e Piacenza con un cielo terso e forte vento arriviamo a Pian dell’Armà, (ci sono oltre 30 appostamenti fissi). Incominciamo a controllare gli appostamenti aperti, tutto regolare (apparentemente) e con abbondanti “carnieri” di cesene e sasselli.
Malgrado il vento, nei boschi di faggio, era tutto uno svolazzare di cesene. Che triste fine li aspetta!!!
Procediamo nei controlli spostandoci fino al passo del Brallo, dove su indicazione della “provinciale”, impegnati in altri controlli, andiamo a far visita ad un appostamento.
Soliti saluti, controllo dei documenti ed alla richiesta di visionare il carniere ci dicono che gli uccelli non sono ancora stati raccolti e che sono a terra.
Incominciamo a raccoglierli, 10, 20, 30,…., sinceramente da quando faccio vigilanza non mi era mai capitato di trovare così tanti animali uccisi in un solo appostamento. Alla fine ne raccogliamo quasi 80!!!
(40 tordi sasselli, 38 cesene ed una tordela).Iniziamo a scrivere i verbali per il superamento del carniere giornaliero, per l’uccisione della tordela ed al sequestro dei fucili e degli animali uccisi.
Un’ora dopo ci allontaniamo mentre un nuovo branco di cesene ci passa sopra la testa, alle nostre spalle, ad attenderli, gli appostamenti di caccia e l’ingannevole canto degli uccelli da richiamo.

Tra Pavia e Milano altra zona stesso scenario:
Capanni temporanei ovunque, emuli di rambo accovacciati nei fossi e lungo le ripe, risultato: quattro denunce penali e quattro amministrative.
1) un cacciatore con incarnierato frullino (specie non cacciabile).
2) un cacciatore abbandonava per due ore fucile e munizioni in macchina.
3) un cacciatore con registratore elettromagnetico (proibito) a manetta, si accorgeva del nostro arrivo a 5 metri di distanza
4) cacciatore con tre pispole in carniere (specie non cacciabile).

…guai a chiamarli bracconieri!!!

Riferimenti: Frullino

Il lupo-cane

13 Novembre 2004 Commenti chiusi


Il mio carissimo amico Emiliano, mi porta a conoscenza di questo:

stamattina camminando per la fiera cavalli di Verona mi sono imbattuto in una coppia di coniugi che tranquillamente portavano a spasso al guinzaglio tra la folla un…LUPO!
guardando in internet ho trovato questo incredibile sito

http://www.wolfdog.org/ita/58.html?POSTNUKESID=b3879bf2bfc4bc903d6d586902903d73

ovvero l’ibridazione dagli anni ’50 in Cecoslovacchia del lupo con il pastore tedesco per fornire all’esercito una bestia migliore, oggi divenuta razza da compagnia; vi assicuro che l’animale che ho visto io era identico ad un lupo.

sempre a suo parere… personalmente la ritengo una minchiata, per vari motivi, tra cui possibilità che qualcuno catturi ancora lupi allo stato selvatico per rinforzare la razza, che qualcuno spacci cuccioli di lupo catturati in Italia (magari durante le battute di caccia al cinghiale) come ibridi di questo tipo, e che magari individui fuggano dalla cattività o si ibridino con lupi selvatici, inquinandoli geneticamente.

Pareri che ha raccolto in giro per internet nelle varie mailing list:

G.C.
Questi cani-lupo ululano tutto il giorno, devono essere tenuti perennemente in un recinto altissimo e quando escono ed incontrano cani piccoli li uccidono.
Questi mostri genetici sono grossissimi e l’incutere paura nella gente rende soddisfatti i loro problematici padroni.

G.C. (Parma)
A proposito di Lupi cecoslovacchi, intesi come cani-lupo, mi è capitato di vederne uno che era scappato da una abitazione di campagna in provincia di Parma e si era perduto.
Quando lo vidi in mezzo ai campi da lontano, beh… signori era un Lupo tale e quale, faceva impressione con quelle zampe lunghe e il trotto veloce.
Speriamo che la moda non si diffonda troppo altrimenti è un guaio.

R.M. (Torino)
Gli ibridi cani-lupo sono una inutile realtà già da molti anni.
Credo sia cominciata in Piemonte diversi anni fa con la creazione del cosiddetto “lupo italiano”, il cui allevamento sopravvive a stento e solo grazie ad un finanziamento pubblico regionale (!). Pur tuttavia ogni tanto trovano il modo di creare un certo revival sull’animale, come la recente sua adozione come cane di soccorso per i prossimi giochi olimici invernali di Torino 2006. Per lo meno si è riusciti ad evitare che l’ibrido divenisse la mascotte dei giochi, come invece si era paventato all’inizio.
Piero Genovesi, dell’INFS, nella pubblicazione dell’Action Plan sul lupo inoltre, descrive anche la presenza nel territorio italiano dell’allevamento di un ibrido cane-lupo di origine cecoslovacca, ponendo in guardia soprattutto sul rischio di fuga di questi soggetti dalla cattività e di inquinamento genetico con il nostro lupo. Senza parlare poi del rischio che eventuali danni arrecati dall’ibrido vengano poi sommariamente imputati al lupo.

La foto che allego non è chiarissima, ma rende bene lidea.

Riferimenti: attenti al lupo

I miei cani, premessa del post sul lupo-cane

13 Novembre 2004 1 commento


Questo post, per mia onestà e coerenza, è di anticipo a quello che seguirà sul prossimo post del lupo cane.
Tengo per passione e per bisogno, abitando in periferia, due cani (prima erano tre) un Alano e un Dobermann.
Entrambi sono due razze molto particolari, il primo per la mole, il secondo per il carattere. Se Stella l’Alano o meglio il Danese è una razza pura e molto antica il secondo è una selezione creata dal sig. Dobermann che incrociò e selezionò più razze per ottenere questo animale.
Sono innamorato di entrambe, ma per quanto riguarda eleganza, prestazioni fisiche ed agilità, ritengo il Dobermann insuperabile.
Carattere molto duro, testardo quanto intelligente, il Dobermann, nonostante le leggende metropolitane (si dice che diventa matto perché gli cresce il cervello ma non il cranio) è un cane di una dolcezza insuperabile sempre alla ricerca di coccole.
Per quanto riguarda gli Alani, invece, sono loro ad amarti in maniera smisurata, tanto da digiunare in tua assenza.
Questi miei due hanno formato una coppia incredibile, insieme stanno benissimo, non vi dico i problemi che ho nel periodo del calore, quando è soprattutto lei a cercare lui.
Per passare nel post successivo al lupo-cane vorrei descrivere le mie impressioni su questa razza selezionata che è il Dobermann.
Abbaia pochissimo, a meno che non lo estranei o lo rinchiudi.
E silenziosissimo, te lo ritrovi dietro il culo senza accorgerti.
E testardo anche se intelligente.
E insensibile al dolore.
E agilissimo (salta in altezza l’Alano a piè pari).
Ti risparmi, come nel mio caso, il campanello, entri o ti avvicini solo se sei di casa, gli sconosciuti restano fuori dalle balle.
Non male eh?
In foto i due in momenti di gioco.

Riferimenti: stella&dobj

Chiudo gli occhi e vedo anatre

10 Novembre 2004 2 commenti


Con cadenza quindicinale da Settembre a Febbraio si censiscono varie zone del Delta del Po, in particolare valli e lagune per contare l’avifauna presente. Il progetto a carattere scientifico è finanziato da provincia e regione e coinvolge diverse persone che oramai sono diventate un bel gruppo di amici.
Stamattina la prima brina, nei giorni scorsi la bora ha portato sicuramente altre anatre e uccelli ad aggiungersi ai 50 mila già presenti, la giornata è fredda ma soleggiata.
Appuntamento al solito posto, divisione delle squadre e delle zone da censire. Io sono con Laura, uno conta e l’altro scrive oltre ad aiutare nelle stime e nei dubbi sulle varie specie, ci toccano due valli, piccole, non serve girare molte torrette di osservazione, ma sono sempre “piene – sgionfe di anatre”.
Nella mattinata svolgiamo il nostro lavoro, io e Laura nelle nostre due valli ne abbiamo contati 16 mila, in gran parte Fischioni, poi Mestoloni, Germani reali, Volpoche, Canapiglie, Alzavole, Codoni, Aironi bianchi maggiori, Aironi cinerini, Garzette, Cormaorani e Marangoni Minori. Tra un conto e laltro diamo un occhiata alle altre specie che non interessano il censimento, i Cigni, i Beccaccini, gli Albastrelli, i Piovanelli pancianera, i Gambecchi, le Strolaghe, Poiane, Albanelle, Falchi di palude, e a tutto quel ben di dio che il Delta offre in questo periodo (naturalmente non per la caccia!!!)
In foto una Pernice di mare, numerosi individui tra la primavera e lestate si sono fermati nel Delta.

Riferimenti: Una giornata di censimento

Martin, Arfat, e la gallina da brodo…..

10 Novembre 2004 Commenti chiusi

Martina è mia figlia, ha 15 anni, direi molto intelligente, è negli scout, si disegna le magliette con il simbolo dell’anarchia, va in giro a far concerti con le “Pelli sintetiche” di Fra Lucio, gli ho fatto ascoltare gli SKA P e si è procurata tutti i loro cd, regolarmente masterizzati, che ci ascoltiamo insieme.
A tavola si dialoga, quando se ne ha voglia, niente TV.
M: “Papà chi è Arafat?”
IO: “Arafat è (o è stato?) un grande leader del popolo palestinese, il loro presidente, un presidente di un popolo non riconosciuto”
M: “Ma centra qualcosa con Bin Laden?”
IO: “Un po si e un po no, da sempre i palestinesi fanno azioni kamikaze contro gli israeliani, che gli hanno rubato un po tutto, la terra, la libertà, non gli hanno mai permesso di farsi uno stato. Lo stesso sta facendo Bin Laden con gli Amerikani che con il popolo arabo, e non solo, hanno fatto e stanno facendo le stesse cose. Conosci la storia dello stato Israeliano?”
M: “Si sono stati perseguitati”
IO: “Dopo l’olocausto e dopo la seconda guerra mondiale, i vincitori decisero di dare una terra agli Israeliani, la terra promessa, sembra che i confini di questa terra siano scritti sulla bibbia. Ma li c’erano già i Palestinesi, che si facevano i cazzi loro, e poi, bla,bla, bla, la guerra dei sei giorni.bla,bla, bla, i territori occupati bla,bla.bla. le ruspe che buttano giù le case dei famigliari dei terroristi, i ragazzi che non possono studiare, bla,bla,bla,”
Mi ascolta interessata ed io, con piacere, vorrei esprimere e infondere in lei un ulteriore concetto di quelli che sono i diritti umani.
Anto, mia moglie:” Nico, sai quanto ho pagato questa gallina da brodo comprata in campagna? 16 euro !!!
M: ????
IO:???? “il rubinetto da cambiare lo ho pagato 18 euro e per fortuna che lo cambio io altrimenti ne servivano altri 50 di idraulico”
M: ????
IO: “Ma Martin, ma…ma… queste cose non te le insegnano a scuola?”
M: “Papi posso spegnere la radio e guardarmi MTV?”
IO: “Certo cara, certo…”

Riferimenti: Dialoghi famigliari

Reati ambientali, indagato il numero uno di Enipower. Si scava in polesine

3 Novembre 2004 Commenti chiusi

Fino adesso nelle pagine di questo mio blog non mi sono mai espresso in maniera indecorosa o volgare, ma certe cose mi fanno troppo incazzare e non mi trattengo più.
Non basta quella merda di centrale Enel di Polesine Camerini (Porto Tolle) che da 20 anni ci avvelena l’aria bruciando merda a basso costo per poi rivenderci la corrente a prezzi incredibili (i più alti d’Europa).Non basta che sia posta, con un impatto ambientale altissimo in una delle zone umide più belle d’Italia e d’Europa, non basta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiari un 5% in più di malattie polmonari rispetto ad altre zone. No non basta, bisogna che qualche altro pezzo di merda si prenda la briga di venire ad avvelenare ulteriormente la nostra bella terra.
Nel mirino della magistratura di Rovigo nella voce di quella che ormai è divenuta per me la “mitica” pm Manuela Fasolato è finito il n.1 di Enipower(la sua specifica attività è generare e vendere energia elettrica)Giovanni Locanto. Dio lo fulmini all’istante o lo lasci a me a cui quotidianamente farei dei microclismi di distillato di veleno che ha fatto scaricare dalle nostri parti.
A Mantova Enipower costruisce una centrale a turbogas nella zona III e IV del petrolchimico, zona inquinata da diossine e Pbc (elementi tossici assai pericolosi per l’ambiente e per la salute degli abitanti).A Loreo (RO)un’altro microcefalo (che non è un piccolo pesce, il cefalo, ma un piccolo cervello) della società Cantiere Navale Polesano sta costruendo un nuovo cantiere e per inalzare la zona gli servono 150 mila tonnellate di terra e sassi, 52 mila di queste arriveranno dai terreni inquinati del petrolchimico di Mantova. Tenete presente che l’area in questione è la biconca di Volta Grimani in mezzo tra Po di Levante, Po di Venzia, e lo scolo Collettore Padano, tutti finiscono in mare e da tutti si attinge acqua per scopi iriigui o civili, vi lascio pertanto immaginare dovrà andrà a finire il percolato di diossina e Pbc.
Ma non è finita, indagato anche il Comune di Mantova che in fretta e furia senza aspettare il VIA (valutazione di impatto ambientale) ha dato il benestare per la costruzione della centrale, l’Arpa del comune che ha dato per buoni i risultati delle analisi che la stessa Enipower aveva fatto (prelevando i campioni di terreno a 1 metro di profondità anzichè a 10 cm)altri due funzionari di Enipower più alri 4 soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione e costruzione del cantiere.
Aggiungere altre offese, maledizioni, pensare a soffisticate pratiche di sadismo penso sia inutile,lascio a voi la parola.

Riferimenti: Reati Ambientali