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Archivio Ottobre 2004

DZNB è un fenicottero nato in Francia

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Quella di catturare uccelli più o meno grandi con tecniche e metodologie diverse, senza recare loro alcun danno, è una pratica molto diffusa in Inghilterra e nei paesi Anglosassoni. E’ in ogni caso una pratica scientifica che viene svolta a livello mondiale e seguita dai vari istituti che si occupano di fauna selvatica in genere. Per l’Italia è l’Istituto Nazionale Fauna Selvatica – INFS – di Bologna. Per quanto riguarda gli uccelli l’innanellamento e seguente lettura da parte di molti birder (coloro che si dedicano all’osservazione degli uccelli) ci permette di conoscere gli spostamenti, le rotte di migrazione e le abitudini degli stessi. Ai fenicotteri o ad altri uccelli di medie (es Gabbiani, Beccacce di mare, ecc…) e grandi dimensioni (oltre ai Fenicotteri per es Cicogne, Aironi, ecc..) vengono applicati alle zampe due anelli, uno metallico recante numeri e cifre che rivelano vari dati e uno più grande di plastica colarata facilmente visibile recante anch’esso numeri e lettere di diverso colore per facilitarne la lettura in lontananza con idonei mezzi, tipo binocolo o potenti cannocchiali.
Il nostro DZNB portava anello giallo con scritte nere è stato inanellato il 18 luglio 2001 in Francia.
Il 2 -3 – 4 e 10 Maggio 2002 viene segnalato nel Delta del Po nelle saline di Comacchio – FE – il 17 maggio dello stesso anno e nelle saline di Cervia – RA – (Km 962).
Tra aprile e giugno del 2003 gira tra valle Furlana e valle Loredana – Ravenna – di nuovo le saline di Comacchio e quelle di Cervia (Km 750).
Il 30 agosto 2003 è in valle Fossa di porto – Argenta – FE – (Km 791).
Il 14 novembre 2003 è di nuovo nelle saline di Cervia (Km 831).
A marzo 2004 è in valle Cà Pisani – Rovigo – per essere poi ritrovato morto nei pressi della stessa valle nel mese di ottobre (Km 914).
Riferimenti: DZNB è un fenicottero nato in Francia

Nuova area attrezzata per fare birdwatching nel Delta.

19 Ottobre 2004 Commenti chiusi


E stata inaugurata a Cà Pisani in una ex valle adiacente il Po di Maistra, una nuova area attrezzata per fare birdwatching nel Delta del Po.
Già da solo, dal punto di vista naturalistico, il Po di Maistra dimostra, in un tratto relativamente breve, una notevole biodiversità che parte da una vegetazione ripariale di salici, pioppi e ontani, attraversando golene e laghi riparati da vegetazione, per sciamare pian piano verso il canneto, per sfociare poi tra valli, scanni e lagune fino al mare (in molti mi chiedono dove sono le magrovie!!!).
Area protetta che rientra nei confini del Parco, il Po di Maistra in breve tempo, è divenuto sede di dormitori di Aironi e Garzette, Cormorani e Marangoni Minori, oltre ad essere un importantissimo corridoio ecologico per numerose specie di uccelli che lo percorrono dallincile fino alla foce al riparo dalle doppiette,
LOasi della Golena di Ca Pisani si sviluppa in un area di 43 ettari di bosco igrofilo e canneto. Un tempo valle da pesca è stata abbandonata in conseguenza allabbassamento del terreno, causato dallestrazione del metano, che ha provocato anche levacuazione e relativo abbattimento del piccolo paese a sud della golena, per lappunto la piccola frazione di Cà Pisani, abitata fino alla fine degli anni 70.
Qualche dato ornitologico della golena: in febbraio-marzo stazionano normalmente un minimo di 300 Morette, non manca la Moretta grigia e la tabaccata, buona per le Alzavole e i Moriglioni, le Folaghe, gli Svassi e i Germani reali, Marangone minore sempre presente, roost di falco pescatore, pellegrino, lodolaio, di casa il Martin pescatore, i Rigogoli oltre un lungo elenco di passeriformi quali il Basettino, il Pendolino, Codibugnoli e quantaltro la vostra vista e udito sapranno cogliere.
I sentieri sono schermati e attrezzati per bw, è stato ricostruito un casone ed il vecchio lavoriero di valle, loasi si trova tra laltro lungo una delle più belle strade panoramiche e ciclabili del Delta del Po Veneto, La via delle valli che da Cà Venier porta allo splendido paese di Porto Levante, per lappunto un piccolo porto prospiciente lisola di Albarella sul Po di Levante.
Percorrendo la SS 309 Romea sia da Venezia che da Ravenna, allaltezza dellabitato di Porto Viro si gira a destra, si seguono le indicazioni per Boccasette Pila.
Dopo labitato della comunità missionaria di Villa Reggia si gira a sinistra seguendo le indicazioni per loasi ed a occhio quello che è largine sinistro del Po di Maistra.
La futura fruizione turistica è affidata all Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po a cui ci si può rivolgere per ulteriori informazioni.
In foto uno scorcio delloasi.

Riferimenti: Nuova area attrezzata per fare birdwatching nel delta d

Minireport ornitologico nel "magico" Delta autunnale.

16 Ottobre 2004 1 commento


Lo “scuro” di luna e il vento di bora di questi giorni ha portato nel Delta del Po un numero impressionante (per il periodo) di anatre, ma il dato più incoraggiante continua a essere quello dei Fenicotteri.
Praticamente assente negli anni ’80, scarsa negli anni’90 è continuamente presente con diverse migliaia negli ultimi anni; si tratta soprattutto di giovani che provengono dalle colonie italiane, francesi e spagnole. Se l’anno scorso il record di presenze era di 3.000 individui, quest’anno abbiamo già superato i 4.000!!!
Non è infrequente osservare grandi branchi in volo sulle valli di Porto Viro in particolare Valle Ca’ Pisani.
Come dicevo, per quanto riguarda le anatre, la presenza, soprattutto di Fischione, di Germano reale e di Mestolone, continua a crescere di anno in anno, nonostante la pesante attività venatoria. Il tutto grazie alla istituzione del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, al foraggio somministrato nelle valli, e.. all’invecchiamento dei cacciatori!!
Distese di anatre si possono comodamente osservare dall’argine del Po di Maistra a Ca’ Pisani e a Boccasette, che ricordo, si trova nella piccola provincia di Rovigo in Polesine sulla carta geografica alle foci del Delta del Po.
Anche gli aironi occupano un posto d’onore nel Delta Veneto e si dimostrano essere uno degli hotspot italiani per l’osservazione delle varie specie: in questo periodo oltre 2.000 tra Garzette, Aironi cenerini, Aironi bianchi maggiori si alimentano tra valli e golene del Po; nelle risaie appena tagliate pascolano gli Aironi guardabuoi.
Silenziosissimo e affascinante volo, oggi, di oltre 100 Nitticore, mentre in canoa, si pagaiava nella golena Carpano di Cà Venier.
Un’altra chicca è quella del Marangone minore dove nel Po di Maistra troviamo una delle popolazioni più floride in Europa: oltre 1.000 individui sono osservabili durante tutto il giorno nella golene di Ca’ Pisani e nelle valli vicine.
Il tutto, oltre a me, è stato scritto sulla sabbia con Luca ed Emiliano.

Riferimenti: Minireport ornitologico dal "magico" Delta autunnale

I colori delle stagioni

16 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Alcuni riescono ad esprimerli con il pennello, altri con la poesia o con coinvolgenti discorsi, personalmente e senza pretese mi piace fermarli con la fotografia, con i scarsi mezzi in mio possesso.
Certi spettacoli naturali mi fanno sentire più vivo che mai e mi allontanano da un freddo e anonimo calendario cartaceo di giorni e mesi per vivere un calendario biologico basato sull’osservazione di ciò che mi sta intorno.
In foto autunno in valle.

Riferimenti: I colori delle stagioni

Il Delta del Po non è solo tramonti, lagune e “osei”, c’è anche del buon pesce.

9 Ottobre 2004 3 commenti


Ore 17,30 ricevo un sms dal Fac ( si legge con la C di ciliegia) vieni a peska?, altroché a che ora? Anche perché la giornata passata con gli austriaci non è stata delle migliori, troppo vecchi, mangiano troppo, poi in pullman si addormentano e quando si svegliano non si rendono più conto di cosa fanno e dove sono. Brutta giornata, un po di distrazione fa al caso mio.
Si parte alle 20.30 direzione Porto Levante piccolo porto alle foci del Po di Levante, direi la più bella località del Delta.
Alle 21.00 non c’è quasi nessuno, sono tutti al club “La casa del pescatore” a mangiare, bere e naturalmente a cantare.
Prendiamo le esche (gamberi vivi), le birre, prepariamo il barchino e via verso la “Despar”. La Despar è il posto dove ci mettiamo a pescare di solito (quando è libero), lo chiamiamo Despar perché li i branzini, le spigole, la regina del mare, le abbiamo sempre prese, è come andare al supermercato. Il posto è una piccola piattaforma di un metro e mezzo per un metro e mezzo alla fine di una lunga diga di sassi (impraticabile) che separa il canale dalla laguna detta Vallona, davanti a noi Scanno Cavallari, a sinistra la Marinetta, con gli orti di vongole e poi il canale che passa davanti ad Albarella per arrivare in mare, in pratica ci arrivi solo in barca.
Ancoriamo la barca e saliamo sulla piattaforma, li è meglio perché se rimani in barca quando per il canale passano altre barche le onde ti fanno ballare di brutto.
Prima cosa stappiamo le birre, studiamo un attimo come gira la marea e le correnti, silenzio e calma assoluta, in lontananza, sullo scanno due gabbiani reali litigano e lanciano le loro grida. Ogni volta che li sento mi viene in mente un vecchio telefilm che trasmettevano un 25 anni fa “Il guardiano del faro” nella sigla si sentivano le stessa grida di gabbiano.
Si inizia a pescare, la tecnica è la passata con canne da 5 metri montate alla bolognese con mulinello, in bobina filo del 0,20, quasi un capello, galleggiante da 5 gr. piombo a oliva scorrevole da 4 gr., rivestito di gomma azzurra, girella bronzata e terminale di 50 cm circa del 0,18 un capello, amo del 15 molto grande. L’esca, il gambero, si infila all’amo nell’ultimo anello della coda, deve rimanere vivo e non si deve liberare, operazione molto delicata: “L’imprendibile” come lo chiamo io, mangia solo esche vive, ha gusti fini, se il gambero si libera o muore non peschi, porti solo a spasso il galleggiante. La tecnica della passata consiste nel lasciare andare con la corrente la montatura descritta con una profondità variabile in base al fondale. Nel canale ci sono 20 metri, noi peschiamo lungo gli scogli con 3-6 metri di profondità, il pesce non lo aspetti , lo devi cercare e quel bastardo di gambero infilato per il buco del c… non perde occasione per attaccarsi a tutto quello che trova per strada. Se ciò avviene come minimo ci lasci l’amo se ti va male la montatura, da rifare, al buio, con la tua pilina da minatore in testa cercando di annodare l’amo ad un capello, cosa che regolarmente accade.
Dopo mezz’ora di pesca la prima stoccata; impegnato a stappare la seconda birra non metto la giusta convinzione nel dare il colpo per incastrarlo, recupero e controllo il gambero, morto, è proprio un stoccata. L’imprendibile in genere prima uccide il gambero poi lo ingoia. C’è, è in giro ed è affamato. Passa un quarto d’ora e arriva la seconda stoccata, questo giro non lo sbaglio, è in canna, la starlight sul galleggiante va da una parte ma la punta della canna tira da un’altra, panico non capisco più niente. Il Fac invece ha capito, ho perso il galleggiante e starlight che se ne vanno con la corrente e l’imprendibile punta gli scogli per ritornare in tana, il Fac lo illumina e prepara il guadino, riprendo in mano la situazione, stringo la frizione del mulinello, lo tengo lontano dagli scogli, gli tiro fuori la testa dall’acqua e a questo punto smette di combattere, il guadino è lì ad aspettarlo,…flop…dentro.
Ricetta: branzino al sale.
Sale grosso ,il doppio del peso del pesce:
stendere metà del sale in una pirofila
adagiarvi il branzo
ricoprirlo con il resto del sale
infilarlo in forno precedentemente riscaldato a 200 gradi
tempo di cottura 3 quarti d’ora
rompere la crosta di sale che si è formata, spazzolare dal sale il pesce, spinare, un filo di olio di oliva e ciao.
Vino consigliato: prosecco di Val Dobbiadene freschissimo

Riferimenti: Il Delta del Po non è solo tramonti, lagune e “osei”, c

Giornate del birdwatching, 3,5 milioni di uccelli avvistati in Europa. Diciottom

8 Ottobre 2004 Commenti chiusi

Giornate del birdwatching, 3,5 milioni di uccelli avvistati in Europa. Diciottomila persone hanno assistito allo spettacolo delle migrazioni, dal Mar Baltico alla Sicilia.

20.000 gru in migrazione lungo le coste del Mar Baltico; migliaia di rapaci, cicogne e pellicani in volo sopra la Bulgaria; 179 specie di uccelli avvistate in Italia, alcune delle quali rare, per la gioia degli esperti birdwatcher. Alla fine i taccuini hanno annotato, in due giorni di osservazioni in tutta Europa, 3 milioni e mezzo di uccelli, di cui oltre 80.000 in Italia. Un nuovo record per levento delle Giornate europee del birdwatching, che si sono tenute sabato e domenica 2 e 3 Ottobre in 30 Paesi europei. Le giornate europee del birdwatching, che si sono svolte negli stessi giorni dellevento mondiale World Birdwatch, organizzato dalla rete mondiale Birdlife International, hanno visto la partecipazione di 18.000 persone distribuite su 950 eventi. In Italia 1.000 persone si sono recate in numerose aree protette, avvistando 80.500 volatili, per un totale di 179 specie di uccelli. Nel Delta del Po in due eventi distinti, luno dalla sezione locale della LIPU, laltro dalla sezione di Parma, hanno partecipato complessivamente novanta birdwatchers, conteggiando circa settanta specie in due giorni di osservazioni. Tra le curiosità e le specie rare, sono stati visti 2 esemplari del raro Piro-piro Terek, uno nel Delta del Po e laltro alle Saline di Priolo, in provincia di Siracusa, 159 Spatole tra la Sicilia (Catania e Gela) e la Puglia, 164 esemplari di Moretta tabaccata e 1 Aquila del bonelli in provincia di Catania (Oasi Simeto e Lago di Lentini). Inoltre 2 esemplari di Averla maggiore allOasi LIPU Brabbia (VA) e oltre 9.000 esemplari di Gabbiano corallino e 800 di Marangone minore al Delta del Po. Sempre nel Delta, altri avvistamenti rilevanti sono i 152 aironi guardabuoi contati presso le risaie attorno al Museo della Bonifica di Ca Vendramin, la presenza ormai costante del falco pellegrino, il falco pescatore ed alcuni aironi rossi ancora presenti nel territorio. Quasi la metà degli 80.000 uccelli sono stati avvistati proprio nel sempre più importante Delta del Po, la cui rilevanza travalica ormai i confini nazionali del nostro Paese e sta diventando celebre anche allestero in virtù della sua ricchezza ornitologica.
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In Provincia di Rovigo la manifestazione si è avvalsa del patrocinio concesso dal Comune di Adria e dallEnte Parco Regionale del Delta del Po Veneto, il quale ha offerto del materiale promozionale ai birdwatchers che hanno percorso le strade del Delta in bicicletta, in barca, a piedi od in automobile.
Protagonisti assoluti delle giornate del birdwatching sono stati gli uccelli migratori, che proprio in questi giorni si spostano per raggiungere i luoghi di nidificazione oppure quelli di svernamento. Le specie più avvistate in Europa sono state lo Storno, il Fringuello e il Germano reale, mentre in Italia le più inquadrate in cannocchiali e binocoli sono state lo Storno (32.500 esemplari), il Gabbiano reale mediterraneo (oltre 10.000) e il Gabbiano corallino (9.000). Numeri molto elevati anche per specie quali Germano reale (3.960 esemplari visti) e Gabbiano comune (3.579). Tra le curiosità in Europa, la Svizzera è stato il Paese che ha coinvolto nei propri eventi più persone (5.000), mentre nella sola Svezia i birdwatchers hanno contato quasi 1 milione di uccelli. Sempre la Svezia ha il record delle specie osservate: 237.
Per quanto riguarda il Delta del Po Veneto, che interessa la provincia di Rovigo, le specie osservate nella giornata di sabato 2 ottobre 04 sono state 40 per un totale di 4179 individui, mentre nella giornata di domenica 3ottobre 04 le specie sono state 57 per un totale di 6602 uccelli, nota bene nei due giorni sono state censite aree diverse.

Riferimenti: Giornate del birdwatching

Tramonti nel Delta

1 Ottobre 2004 Commenti chiusi


L’autunno è il preludio di altri attimi indimenticabili che si possono vivere nel Delta.
Ad oggi, 30 settembre 04 sono oltre trentatremila le anatre presenti nel delta, duemilacinquecento tra aironi e garzette, non contiamo i limicoli e altri acquatici vari.
Oltre tremila i fenicotteri, osservati riuniti in un unico branco, spettacolo raro, difficile da descrivere, immagina un alone rosa che tinge acqua, cielo e terra.
Ma è un’altra magia, che ogni giorno, in questo periodo mi affascina e mi abbaglia, il momento che separa il giorno dalla notte, quella mezzora in cui il sole cala per lasciar spazio alla notte.
Quell’abatjour che spegni prima di dormire, è il tramonto, i tramonti del Delta, unici, che mai ho visto in altre parti, singolari nella loro bellezza. Estasianti colori che scendono, avvolgono e travolgono ogni forma, colori che quietano gli animi, che spengono e fanno dimenticare gli affanni della quotidianità. Aperitivo per godere una notte che ti aspetta lunga e silenziosa, notte ristoratrice. Impossibile rimanere indifferenti a questo gratuito spettacolo e ogni volta mi dico: “se dio esiste, eccolo, si mostra”.
Forse, anche Mattia, 8 anni, travolto da questa strana luce si sarà chiesto la stessa cosa quando mi ha detto: “Papà guarda che roba”.

Riferimenti: Tramonti nel Delta